La crisi del mercato dell'energia condiziona Trevi: "Primo semestre sotto le aspettative"

"Il settore dell’ingegneria delle fondazioni mantiene un’importante quota di mercato, ma evidenzia una marginalità in contrazione influenzata", spiega l'amministratore delegato, Stefano Trevisani

Il consiglio di amministrazione di Trevi ha approvato i risultati del primo semestre. I ricavi consolidati sono pari a 460.8 milioni di euro (519.3 milioni di euro nel primo semestre 2016) e registrano un calo pari a 58.4 milioni di euro (-11,2%), riconducibile principalmente al Settore
Oil&Gas (-49.3mln di euro il decremento totale dei ricavi del settore Oil&Gas rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente), che risente del perdurante trend negativo del settore a livello mondiale, che influisce sull’acquisizione di nuovi ordini, nonché del mancato avanzamento a seguito della cancellazione della commessa con il cliente Ypfb, per la fornitura di tre impianti di perforazione in Bolivia.

L’Ebitda è pari a -18.8 milioni di euro, in calo di 81.2 milioni di euro rispetto ai 62.3 milioni di euro del primo semestre 2016. "Tale calo - viene illustrato in una nota - è sostanzialmente attribuibile alla suddetta riduzione dei volumi, unitamente ad un differente mix delle commesse lavorate nel periodo, principalmente nel settore fondazioni, e dei macchinari per fondazioni speciali venduti rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente, nonché ad accantonamenti effettuati nel periodo al fondo obsolescenza rimanenze per circa 18mln di Euro principalmente riconducibili alla divisione Drillmec".

L’Ebit, per effetto analogo a quanto descritto per l’Ebitda, risulta pari a -75.1 milioni di euro in riduzione di 100.6mln di euro rispetto ai 25.6 milioni di euro relativi allo stesso periodo dell’anno precedente. Tale contrazione, viene illustrato, "è anche riconducibile ad accantonamenti al fondo svalutazione crediti per circa 10.7milioni di euro e alla svalutazione parziale di costi di sviluppo capitalizzati nella divisione Drillmec a seguito delle risultanze del test di Impairment per circa 12 milioni di euro.

Il Risultato Netto di pertinenza del Gruppo al 30 giugno è di -118.3 milioni di euro (-23.6 milioni di euro al 30 giugno 2016 in riduzione di 94.8mln di euro). Tale risultato, viene spiegato, "è influenzato anche dalla svalutazione delle imposte differite attive (derivanti da perdite fiscali e da variazioni temporanee) per circa 12mln di Euro a seguito delle valutazioni di recuperabilità delle stesse effettuate al 30 giugno 2017". La Posizione Finanziaria Netta al 30 giugno si attesta a -565.9 milioni di euro (-440.9 milioni di euro al 31 dicembre 2016) in peggioramento di -125 milioni di Euro rispetto a fine 2016, riconducibile prevalentemente al settore Oil&Gas e al minore volume di cessioni pro-soluto effettuate rispetto a fine 2016. Inoltre si ricorda che l’esercizio 2016 ha beneficiato del significato incasso dell’anticipo relativo alla commessa Mosul.

Al 30 giugno, viene chiarito, "la maggior parte dei debiti verso banche è stata riclassificata a breve termine, in quanto il Gruppo ha proposto agli istituti di credito la sottoscrizione di un accordo di standstill, volto a consentire al Gruppo di concentrare la propria attenzione sullo sviluppo del proprio piano industriale e sulla gestione del processo di riorganizzazione del settore Oil&Gas a fronte del quale sta operando in un regime di standstill “de facto” rispetto agli importi in linea capitale in scadenza durante il periodo nelle more della definizione di un percorso condiviso con gli istituti di credito finanziatori". Il Patrimonio Netto Totale si attesta a 332.2 milioni di euro (482.7 milioni di euro al 31 dicembre 2016).

"Il primo semestre si chiude con risultati sensibilmente al di sotto delle nostre aspettative principalmente a causa del perdurare della difficile situazione del mercato dell’energia, della scarsità degli investimenti e della cancellazione di un’importante commessa prevista per questo periodo nel settore Oil&Gas - commenta l'amministratore delegato, Stefano Trevisani -. Il Gruppo ha quindi individuato azioni concrete per la riduzione dei costi associati alle divisioni operative e per contenere l’esposizione ai cicli caratteristici dell’industria".

"Il settore dell’ingegneria delle fondazioni mantiene un’importante quota di mercato, ma evidenzia una marginalità in contrazione influenzata, oltre che dalla riduzione dei volumi, anche da scelte strategiche operate per ottenere benefici e recuperi nei prossimi anni. Sul risultato incidono anche importanti svalutazioni prudenziali, che hanno però un effetto one-off e non hanno influenza sulla cassa - prosegue Trevisani -. Il Gruppo è focalizzato sul raggiungimento di una maggiore efficienza organizzativa e contenimento dei costi con la consapevolezza di poter contare su tecnologie avanzate e crescenti opportunità sui mercati internazionali".

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"Siamo infine fiduciosi, sulla sottoscrizione a breve dell’accordo di standstill e della conseguente disponibilità da parte degli istituti stessi a valutare le proposte della società per l’individuazione di una manovra finanziaria che preveda una ridefinizione dell’attuale indebitamento finanziario del Gruppo secondo termini coerenti con il nuovo piano industriale", conclude.

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