Economia

Bilancio, Concommercio: "La parola chiave è ridurre per far produrre"

"Vorremmo che il Comune si comportasse come il vecchio buon padre di famiglia. Non sprecasse e destinasse le risorse alla spese giuste e sostenibili, per usare un termine di moda", afferma Patrignani

In vista del bilancio preventivo 2016 del Comune di Cesena, Confcommercio presenterà la sue osservazioni analitiche. Si tratta, spiega il presidente Corrado Augusto Patrignani, di "un atto formale del confronto istituzionale, ma in sede di commento generale vuole rimarcare un concetto di fondo: il bilancio, pur essendo un provvedimento contabile, non è una mera elencazione di numeri, una lista delle spese (e delle entrate). Deve avere un'anima, un quid. Un bilancio che mette al centro i servizi cosiddetti identitari per la popolazione, ovviamente, non può essere criticato per questo, ma un bilancio può e deve fare di più: ridurre la spesa improduttiva - che ancora esiste - e destinare più risorse alle piccole imprese e a chi produce".

Confcommercio, prosegue Patrignani, "ritiene il sostegno alle piccole imprese e a chi crea ricchezza un servizio identitario non solo a loro ma alla città. Identitario perché i negozi, i pubblici esercizi e le attività produttive rappresentano l'identità di una città. Se venissero meno, cambierebbe l'immagine stessa della città, il modo di vivere delle persone. La prima maniera dunque per sostenere chi fa impresa è mettere in discussione il blocco delle aliquote dell'Imu, che da anni sono fissate al punto più alto. Si dà per scontato che di lì non si possa scendere. Altri comuni comprensoriali, eppure, sono scesi con le aliquote, e anche di diversi punti. La questione è puramente di volontà politica. Si fa quello che si vuole. Quelle aliquote vanno ridotte, a favore delle categorie produttive. Un punto in meno di Imu vale più di tante altre iniziative. Detto questo, vanno bene e Confcommercio chiede che siano confermati, i contributi per i bandi no tax area e nuove imprese, quelli per le imprese che si insediano in centro  storico, così come la esenzione della tariffa occupazione suolo pubblico per i pubblici esercizi, divenuti info point. Un'altra proposta è quella di inserire altre forme di premialità fiscale per imprese il cui apporto al miglioramento della vita della collettività sia evidente e comprovabile, ad esempio quelle del settore alimentare che donano le rimanenze per i non abbienti, sollecitati anche dall'ultimo dettato legislativo".

"La tanto conclamata a parole spending rew è un'esigenza fondamentale perché molto può essere ancora sfrondato e risparmiato - continua il presidente di Confcommercio -. Dagli interventi messi a bilancio deve scaturire anche la creazione di un contesto più favorevole al fare impresa e e non solo alla creazione di nuove attività, ma al mantenimento della attuale rete distributiva, la cui salvaguardia, ad avviso di Confcommercio, deve essere un obiettivo prioritario dell'azione politica dei nostri amministratori. La scelta stessa degli interventi pubblici da realizzare può essere correlata, o meno, a questo obiettivo. Ecco allora che la proposta recente dei nostri presidenti di quartiere di destinare risorse alle migliorie sull'arredo urano nei dodici quartieri cittadini a vantaggio dei residenti e dei commercianti è una proposta operativa che merita di essere presa in considerazione. Vorremmo che il Comune si comportasse come il vecchio buon padre di famiglia. Non sprecasse e destinasse le risorse alla spese giuste e sostenibili, per usare un termine di moda. In conclusione, la parola chiave è ridurre: spesa inefficiente e tasse. Prima di tutto ridurre per far produrre".

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