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Il presidente Catia Tomasetti

Il presidente Catia Tomasetti

CRC, 252 milioni di perdita d'esercizio e 390 milioni di oneri: ecco il piano della svolta

Arriva la svolta per la Cassa di Risparmio di Cesena. Nel corso dell'atteso cda di mercoledì sono stati approvati all'unanimità dal Consiglio di Amministrazione i dati di Bilancio 2015

Arriva la svolta per la Cassa di Risparmio di Cesena. Nel corso dell'atteso cda di mercoledì sono stati approvati all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione i dati di Bilancio 2015, il Piano Industriale 2016-2020 e deliberato l’aumento di capitale necessario per il rafforzamento patrimoniale ed uscire dall'impasse in cui è finito il principale istituto di credito cittadino.

Questi i dati salienti: è stato deliberato un aumento di capitale fino a 280 milioni di euro riservato allo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e l’attribuzione di warrant gratuiti da assegnare in opzione agli azionisti esistenti. L’aumento di capitale proposto porterà gli indici di solidità patrimoniale CET 1/Tier 1 al 10,93% e Total Capital Ratio pari al 13,07%, “superiori ai limiti minimi indicati da Banca d’Italia e tra i migliori livelli di solidità del sistema bancario”, rileva una nota.

Pesanti i dati del Bilancio d’Esercizio 2015, che con accantonamenti e oneri straordinari per 390 milioni di euro e una perdita d’esercizio di 252 milioni euro, si configura come un bilancio di svolta. Tali accantonamenti portano gli indici di copertura dei crediti deteriorati al 51,6%; in particolare per le sofferenze le coperture si attestano al 65,9%, “livelli superiori a quelli medi di mercato”, sempre la nota.

E quindi il Piano Industriale 2016-2020, che unitamente agli interventi effettuati sul bilancio e all’aumento di capitale, nelle attese deve “porre solide basi per un concreto rilancio dell’istituto nel territorio di riferimento ed è destinato a favorire in prospettiva l’aggregazione con gruppi bancari di standing ovvero l’ingresso nel capitale di investitori professionali”.

IL CDA - il Consiglio di Amministrazione di Cassa di Risparmio di Cesena S.p.A. Si è riunito sotto la presidenza di Catia Tomasetti. I dati oggi approvati dal Consiglio di Amministrazione sono il risultato del complesso lavoro effettuato in questi mesi dal nuovo management, tenendo conto anche delle richieste avanzate dalla Banca d’Italia alla luce degli  esiti degli accertamenti ispettivi condotti tra febbraio e luglio 2015 e dell’ulteriore deterioramento dei profili tecnici verificatisi successivamente all’ispezione. 

BILANCIO 2015 – Questa la situazione: nel 2015 c'è stata una perdita di 252 milioni di euro, secondo una nota “riconducibile principalmente al negativo contesto economico e a più stringenti criteri di classificazione e valutazione del portafoglio crediti che hanno richiesto interventi - di carattere straordinario - per complessivi 390 milioni di euro”. Questi accantonamenti portano gli indici di copertura crediti deteriorati al 51,6%; in particolare per le sofferenze le coperture si attestano al 65,9%, valori superiori a quelli medi di sistema. Le altre principali componenti straordinarie e non ripetibili sono rappresentate dall’integrale svalutazione dell’avviamento dell’ex Banca di Romagna per 22,8 milioni di euro e 6,7 milioni di euro dal contributo al fondo di tutela e risoluzione per l’intervento sulle quattro Banche “risolte”. 

Spiega la nota: “La Cassa chiude l’esercizio 2015 con un esito positivo della gestione ordinaria con un risultato lordo di 66 milioni di euro, nonostante la riduzione dei tassi operata dalla BCE che ha contratto il margine di interesse del sistema, a conferma della qualità dei servizi offerti. La raccolta diretta e gestita da clientela è stata pari a 4,9 miliardi di euro. Nel corso del 2015 è proseguita l’attività volta a garantire maggiore efficienza operativa e riduzioni delle spese e degli oneri. Tale attività ha portato a una diminuzione dei costi operativi per circa 10 milioni di euro, di cui 8.4 milioni riferiti al costo del personale”.

AUMENTO DI CAPITALE - Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre all’Assemblea Straordinaria, convocata per il prossimo 28 giugno in prima convocazione e il 3 luglio in seconda convocazione, di dare delega al Consiglio per un aumento di capitale riservato fino a un massimo di 280 milioni di euro e per un aumento di capitale riservato all’esercizio di warrant, da attribuirsi a titolo gratuito agli azionisti esistenti, fino a un importo massimo di euro 55 milioni di euro. 

Tale aumento è riservato allo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che, sebbene non abbia ancora assunto un impegno contrattuale, è in fase di deliberazione dell’operazione ed ha già convocato la propria assemblea per il 16 giugno. Si tratta nello specifico del primo intervento dello Schema Volontario del Fondo Interbancario a supporto di una banca in continuità aziendale, a conferma della rilevanza territoriale della Cassa di Risparmio di Cesena e delle positive prospettive di creazione di valore dopo la svolta attuata con il rinnovo dei vertici e l’approvazione del bilancio 2015 e del piano industriale. Il Consiglio di Amministrazione ha chiesto all’Assemblea di prossima convocazione di avere delega per eseguire il suddetto aumento di capitale ad un prezzo compreso tra euro 0,1 ed euro 0,8 per azione. Il range è confermato dalla perizia di stima redatta da Partners S.p.A. nella persona del Professor Angelo Provasoli, quale valutatore indipendente ed è coerente con le negoziazioni effettuate con il Fondo.  

Illustra una dettagliata mota della banca: “L’aumento di capitale riservato consente alla Banca di raggiungere coefficienti patrimoniali solidi e propedeutici a consentire lo sviluppo dell’attività caratteristica: il CET 1/Tier 1 sarà pari al 10,93% e il Total Capital Ratio raggiungerà il 13,07%, superiori ai limiti minimi indicati da Banca d’Italia pari al 7% per il CET1, all’8,5% per il Tier1 ed al 10,5% per il Total Capital Ratio, e si collocano ai migliori livelli di solidità del sistema bancario”.

WARRANT - La delega riguarda inoltre l’esecuzione di un aumento di capitale fino a 55 milioni di euro, dedicato all’esercizio di warrant, che verranno emessi a titolo gratuito e attribuiti in opzione agli attuali azionisti. Il prezzo di esercizio dei warrant sarà pari al prezzo dell’aumento di capitale riservato allo Schema Volontario del Fondo Interbancario, con possibilità di esercizio dal 18° al 60° mese dalla data di emissione.  Questa operazione raggiunge il duplice risultato di mettere in sicurezza la Banca e di attribuire agli attuali azionisti, attraverso i warrant, una prospettiva di parziale recupero dei valori patrimoniali, avendo questi ultimi fino a 5 anni di tempo per valutare se esercitare o meno i suddetti diritti.

RAZIONALIZZAZIONI - Per il rilancio della Cassa le linee guida saranno incentrate sul rafforzamento della struttura patrimoniale della Cassa attraverso l'aumento di capitale, assieme ad un piano di razionalizzazione dei costi e dell’assetto distributivo e della rete degli sportelli. Ci saranno scelte dolorose per il personale, spiega la nota: “I conseguenti riflessi sull’organico saranno gestiti attraverso una politica di incentivazione all’uscita”. Inoltre si punta alla riorganizzazione dell’attività commerciale e la progressiva dismissione delle partecipazioni non strategiche. Infine l'obiettivo è il miglioramento qualità del credito riorganizzando il modello della filiera creditizia.

IL COMMENTO - “Il bilancio 2015, il piano industriale e l’aumento di capitale – ha affermato Catia Tomasetti, Presidente della Cassa di Risparmio di Cesena – rappresentano gli elementi chiave per il rilancio della Banca ed il rafforzamento della sua presenza al servizio del territorio”. “L’operazione di ricapitalizzazione - ha concluso Catia Tomasetti - mira, da un lato, ad assicurare da subito al nostro istituto un socio istituzionale di elevato profilo e risorse adeguate alle esigenze della Banca, dall’altro, a garantire agli azionisti la partecipazione ad un futuro di crescita attraverso un strumento che permette di sottoscrivere nuove azioni al medesimo prezzo di ingresso del Fondo, ma con cinque anni di tempo per la valutazione dell’investimento. Insieme al Fondo Interbancario abbiamo valutato che tale strumento potesse costituire una forma di incentivazione e di fidelizzazione per tutti gli azionisti, comprensibilmente poco soddisfatti dai risultati di bilancio e dalle conseguenti modifiche nella valutazione delle azioni.”

“La Cassa è e resta – ha affermato Dario Mancini, Direttore Generale della Cassa di Risparmio di Cesena – una realtà centrale nel territorio di riferimento sia per le imprese che per la clientela privata. Ne sono una dimostrazione l’erogazione di 168 milioni di euro sotto forma di mutui e gli oltre 19 milioni di finanziamenti indiretti per leasing e crediti al consumo. Contiamo di rafforzare questo ruolo attraverso una nuova strategia di crescita e un rafforzamento patrimoniale.” 
 

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