Verso il bilancio 2012: "Tagli ai costi di gestione"

E' questa l'impostazione programmatica proposta dal sindaco, Paolo Lucchi e dal vicesindaco e assessore al Bilancio e Patrimonio, Carlo Battistini nei due incontri con organizzazioni sindacali e associazioni

A Cesena la strada verso il Bilancio 2012 va in direzione di scelte politiche forti per garantire meno costi di gestione, più equità e politiche di sviluppo. E’ questa l’impostazione programmatica proposta dal sindaco, Paolo Lucchi e dal vicesindaco e assessore al Bilancio e Patrimonio, Carlo Battistini nei due incontri con organizzazioni sindacali e associazioni imprenditoriali svoltisi martedì mattina, per proseguire il confronto sul documento di programmazione contabile del Comune per il prossimo anno.
 
La prima riunione, in programma per le ore 10, ha visto la partecipazione di Meris Casalboni per Confcommercio, Maria Luisa Pieri per Confesercenti, Valdes Onofri per Legacoop, Valter Rusticali per Agci, Giampiero Placuzzi per Confartigianato, Roberto Sanulli e Marco Lucchi per Cna, Lorenzo Biguzzi per Confapi, Loris Lugaresi per Confindustria e Pier Paolo Baroni per Confcooperative.
 
Alla seconda, iniziata alle ore 12, sono invece intervenuti Antonio Amoroso per la Cisl, Lidia Capriotti per la Cgil, Giuliano Zignani e Marcello Borghetti per la Uil, Maurizio Paganelli per la Uilp e Silvio Zitelli per la Fp Cgil. Per l’Amministrazione, accanto a Sindaco e Vicesindaco, erano presenti anche l’Assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione Elena Baredi e l’Assessore alle Politiche per il benessere dei cittadini Simona Benedetti.
 
“Il nostro obiettivo – dicono a chiare lettere il sindaco Lucchi e il vicesindaco Battistini - è di stabilire un “punto fermo” nella discussione sul bilancio. Al contrario del Governo, che prima ha istituito nuove tasse ed ha tagliato rovinosamente i fondi destinati agli enti locali, mentre sta ancora tergiversando sui tagli ai Ministeri (tant’è che il Sole 24 ore di oggi titola “”Slittano ancora i tagli ai Ministeri,” ricordando come sia passato inutilmente il 25 settembre, data ultima per presentare il decreto sui tagli….), noi intendiamo partire da un attento esame della ‘macchina Comune’ anche solo prima di pensare ad aumentare la pressione fiscale sui cittadini. Per farlo, nel corso delle due riunioni abbiamo consegnato agli intervenuti un dossier molto articolato, che comprende un ampio ventaglio di informazioni: dai dati relativi a trasferimenti e patto di stabilità e la loro evoluzione dal 2009 al 2013 all’elenco completo degli incarichi (quelli che impropriamente Brunetta definisce “consulenze”), dagli elementi relativi ai costi della politica a quelli sulle società partecipate, dai risultati di rating del Comune allo stato di attuazione del programma, fino agli esiti raggiunti sul fronte della lotta all’evasione fiscale. Siamo partiti da qui, nel segno della massima trasparenza e chiarezza, affinchè ci sia una condivisione del percorso fatto e nessuno, nei prossimi mesi, possa utilizzare per Cesena termini impropri, molto diffusi tra l’opinione pubblica, relativi ai costi della politica ed alla gestione del Comune: noi abbiamo già fatto molto in questi anni. In questa fase così delicata non ci servono sterili polemiche, che farebbero solo perdere di vista le questioni veramente importanti, vale a dire come preservare i servizi, tutelare le fasce più deboli, impostare politiche di sviluppo che ci facciano superare la crisi”.
 
Ecco, in sintesi, alcuni dei dati forniti nel corso degli incontri, cominciando proprio dai ‘costi della politica’.  Per il funzionamento della Giunta e del Consiglio Comunale (compresa l’attività della segreteria generale del Comune) nel 2011 si spenderanno complessivamente 905mila euro (la somma più bassa mai registrata dal 2007 a oggi), che equivalgono a 9,32 euro per ogni cittadino di Cesena. Le indennità di carica di Sindaco e Assessori ammontano complessivamente a 325mila euro, mentre quelle per i gettoni del Consiglio e delle Commissioni consiliari la somma complessiva è di 84mila euro.  Rispetto al 2009 è diminuita dell’80% la somma da destinare per relazioni pubbliche, mostre, convegni, pubblicità e di rappresentanza: per queste attività, nel 2011 ci sono 98.460 euro, contro i 277.900 euro del 2010.  Tagliate del 50% (sempre sul 2009) le spese per missioni degli amministratori, passate da 15.000 a 7.500 euro. Sforbiciata anche per le spese di gestione dell’autoparco comunale passate  dai 260.500euro del 2010 ai 198.100 euro del 2011. Complessivamente, nel 2011 l’insieme di queste voci (rappresentanza, missioni, auto) ha inciso sul bilancio per 331.061 euro, contro i 619.400 del 2010, con una diminuzione del 47%.
 
Forti ripercussioni ci sono state anche sugli incarichi, scesi di 455mila euro rispetto al 2010. Diminuite rispetto al 2010 anche le spese per il personale, con forti vincoli anche per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, che saranno ammesse soltanto nella misura del 20% rispetto alla spesa sostenuta per il personale che ha cessato l’attività nell’anno precedente.

“Ad associazioni e sindacati – riferiscono il sindaco Lucchi e il vicesindaco Battistini - abbiamo chiesto di avanzare suggerimenti e proposte relative al funzionamento del Comune, attraverso l’elaborazione di documenti unitari, se possibile. Vorremmo, infatti, seguire l’esempio arrivato a livello nazionale lo scorso 28 luglio, quando tutto il mondo dell’impresa e del lavoro ha presentato le proprie proposte al Governo. Dal canto nostro, come Amministrazione ci siamo impegnati a presentare un quadro completo della situazione dei servizi comunali, indicando quali sono, quanti utenti ne beneficiano, qual è il costo di quelli gestiti direttamente dal Comune e di quelli erogati in convenzione. Già stabilite anche le date dei prossimi incontri, fissati per il 17 e il 19 ottobre”.
 
“Poiché questo bilancio comunale è il più difficile di sempre, - concludono sindaco e vicesindaco – ringraziamo sindacati e associazioni imprenditoriali per aver accettato con grande senso di responsabilità di prendere parte a questo percorso di confronto: siamo certi che se la stessa esperienza si replicasse a livello nazionale produrrebbe vantaggi per l’intero Paese. Da parte nostra, non vogliamo lasciare nulla di intentato, anzi auspichiamo l’arrivo di pareri e indicazioni concrete, che accoglieremo con la massima attenzione e disponibilità al dialogo. Del resto, come ricorda sempre il Presidente Napolitano, in questo momento così difficile serve mettere in primo piano le esigenze delle nostre comunità, lasciando meno spazio a steccati e posizioni di parte che, stante la situazione attuale, hanno ben poche ragioni di esistere”.

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