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Lunedì, 23 Maggio 2022
Economia

Mancano cuochi e camerieri: 12 locali incontrano 40 candidati all'assunzione. "Molti preferiscono il reddito di cittadinanza"

L'allarme dei pubblici esercizi: “Ci sono lavoratori che percepiscono redditi speciali, poco importa che si tratti di disoccupazione o reddito di cittadinanza, e non vogliono perdere la sicurezza di questi contributi"

Dodici imprese cesenati nel settore dei pubblici esercizi, bar e ristoranti in primo luogo, e quaranta candidati alle assunzioni ai box: fra questi gli studenti di una classe quinta dell’istituto professionale Artusi di Forlimpopoli. Domanda e offerta si sono incontrati al 'Talent day' di Fipe Confcommercio cesenate svoltosi in due sessioni, mattutina e serale alla sede di iBook Taste&Share.

Una tavola rotonda sul tema del mercato del lavoro nel settore che ha visto un drastico ridimensionamento di personale e successivo ponte di collegamento tra domanda e offerta, alla borsa lavoro della Fipe. "Anche nel nostro territorio, rispetto al 2019, nelle cucine e nelle sale di ristoranti e locali, mancano ancora all’appello a cuochi, barman tender, camerieri e sommelier. Ciò che ci proponiamo di fare con questa iniziativa è accogliere nello stesso luogo le scuole alberghiere, le agenzie per la somministrazione, i giovani in cerca di un impiego e gli imprenditori con difficoltà di trovare personale specializzato e adeguatamente formato". 

“Sia gli imprenditori che i candidati si sono detti entusiasti dell’iniziativa - sottolineano il presidente Confcommercio cesenate Augusto Patrignani e i presidenti Fipe Confcommercio cesenate Angelo Malossi e Vincenzo Lucchi - una iniziativa inedita nel territorio che ha messo al centro l'incontro di persona e quindi la conoscenza reciproca fra le parti. Gli imprenditori hanno realizzato un primo contatto e Fipe ha accolto l'esigenza dei propri associati di trovare nuovi collaboratori. I ragazzi hanno respirato la concretezza del lavoro vero e questo li ha resti fiduciosi ed entusiasti di finire gli studi per poter iniziare a lavorare”.
Lei impresi cesenati del settore coinvolte sono state Il Giardino di Cesena; Quel Castello di Diegaro; Gli Usignoli di Cesena; Da Paco di Mercato Saraceno; Fuori Porta di Cesena; Osteria del Grillo di Cesenatico; Admiral Bingo; Triology Group; Villa Crocetta a Longiano; Caffè Centrale di Cesenatico; Le Felloniche di Longiano.

Alla tavola rotonda “Il mercato del lavoro e le competenze nel settore: costruire insieme una rete per il lavoro nei pubblici esercizi” sono intervenuti rappresentanti economici e istituzionali: Matteo Musacci, presidente Fipe Emilia Romagna e presidente Eburt Emila Romagna; Luca Ferrini, assessore alle Attività Produttive e al lavoro del Comune di Cesena; Annamaria Diterlizzi, responsabile Agenzia regionale per il lavoro Servizio territoriale Rimini e Forlì Cesena; Mariella Pieri, dirigente scolastico dell’Iiss Artusi di Forlimpopoli; Maurizio Milandri, vice coordinatore Eburt comprensorio cesenate; Enrica Perego, recruiting Solutions manager Infojobs.

Il presidente Fipe Emilia Romagna Musacci si è soffermato sul decremento occupazionale del settore, con l’esodo di molti dipendenti.  “Ci sono lavoratori - ha detto - che percepiscono redditi speciali, poco importa che si tratti di disoccupazione o reddito di cittadinanza, e non vogliono perdere la sicurezza di questi contributi andando a lavorare in un settore che durante la pandemia non ha potuto offrire prospettive. Alcuni magari sarebbero anche disposti a lavorare, ma pretendono di lavorare in nero per poter percepire entrambe le retribuzioni, cosa ovviamente illegale. E poi ci sono quelli che hanno cambiato del tutto lavoro, piuttosto che lavorare in un ristorante, con tutte le incertezze del caso. Un trend da contrastare in tutti i modi ricreando anche le condizioni strutturali per far sì che il lavoro nei pubblici esercizi torni attrattivo e in questo senso una seria riflessione anche sugli effetti deleteri del reddito di cittadinanza va condotta”.

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