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Bar e ristoranti, Confcommercio: "Per evitare la 'strage' bloccare gli ingressi per 5 anni"

“Le parole d'ordine sono riaprire subito in sicurezza, adeguare i sostegni o ristori che dir si voglia, palesemente insufficienti anche nell'ultimo decreto"

"Per i pubblici esercizi servono una pluralità di interventi per scongiurare la strage di attività". Lo rimarca il presidente di Fipe Confcommercio cesenate Angelo Malossi.

“Le parole d'ordine sono riaprire subito in sicurezza, adeguare i sostegni o ristori che dir si voglia, palesemente insufficienti anche nell'ultimo decreto - afferma Malossi - ma anche avviare una ragionamento a livello territoriale che chiami in causa gli attori della programmazione e i nostri amministratori”.

“Confcommercio - spiega il presidente Malossi - propone di ragionare su misure di salvaguardia eccezionale, quale i tempi drammatici richiedono, dei pubblici esercizi che saranno in grado di resistere allo tsunami della pandemia e, permanendo sul mercato nel psot Covid-19, avranno bisogno una situazione strutturale che li accompagni nella dura e faticosa ripresa per arrivare alla antica normalità gestionale. Un percorso arduo, lo si capisce. Uno dei fattori chiave per Fipe può essere il mantenimento della rete esistente dei pubblici esercizi senza inflazionarla ulteriormente con altri ingressi di attività similari in un arco temporale di qualche anno che può arrivare anche a cinque”.

“Già prima dalla pandemia - aggiunge il presidente Fipe cesenate - si è notato nel nostro territorio un mercato caratterizzato dalla proliferazione dei pubblici esercizi in particolare nei centri storici con l'esigenza naturale, che ne scaturisce, di procedere a un riequilibrio delle gamme merceologiche o comunque di proteggere le imprese esistenti da un'ipertrofia di attività del settore. Si tratta di un intervento su cui secondo Fipe Confcommercio va avviata una riflessione su come poter concretamente attuare una forma virtuosa di programmazione straordinaria ed eccezionale – la pandemia d'altronde è un evento di stratosferica eccezionalità che esige controffensive di altrettanto straordinaria portata - a salvaguardia della rete dei pubblici esercizi su cui è franato il virus con danni enormi per far fronte ai quali quali occorre varare un piano concertato di ripresa che non può essere certo a breve termine”.

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