Autotrasporto, Cna Fita contro la concorrenza sleale: parte la campagna #stopdumping

I dati forniti da Cna Fita parlano chiaro. Nella provincia di Forlì-Cesena, il calo è stato del 17,8% negli ultimi dieci anni

Cna Fita Forlì-Cesena lancia l’allarme: "il Governo e la politica devono bloccare il tentativo di apertura indiscriminata dei vettori esteri nel territorio nazionale, che praticano forme di concorrenza sleale nei confronti degli autotrasportatori italiani". I dati forniti da Cna Fita parlano chiaro: "Negli ultimi anni l’autotrasporto italiano ha perso importanti quote di mercato, soprattutto per colpa di una concorrenza con la quale è impensabile poter competere". A farne le spese sono state soprattutto le piccole e medie imprese artigiane dell’autotrasporto, che dal 2008 sono diminuite di 25.587 unità (fonte Movimprese – elaborazione dati Cna Fita). Nella provincia di Forlì-Cesena, il calo è stato del 17,8% negli ultimi dieci anni: "siamo infatti passati dalle 1.653 aziende del 2010, alle 1.359 attuali - sottolinea Daniele Battistini, presidente di Cna Fita Forlì-Cesena -. Un dato che pesa, in modo particolare, sull’economia cesenate, storicamente molto connotata dalla logistica".

"Le imprese di autotrasporto italiane, che fino al 2008 avevano un ruolo importantissimo in Europa, in quasi dieci anni hanno visto perdere competitività e capacità di aggredire il mercato del trasporto internazionale; assistendo, anno dopo anno, ad una vera e propria invasione - chiosa -. Sono operatori che stanno occupando importanti spazi nel mercato nazionale, attraverso forme di cabotaggio non sempre regolare e spesso effettuato dalle cosiddette imprese “estero vestite”, ossia imprese italiane che hanno de-localizzato la propria attività nei nuovi paesi emergenti dell’est. In questi giorni, a Bruxelles, con il dibattito sulle norme contenute nel pacchetto mobilità, si stanno determinando le sorti ed il futuro delle imprese di autotrasporto: per la sopravvivenza delle imprese di un comparto strategico come quello del trasporto e della logistica, è necessario che si adottino urgentemente misure in grado di arginare fenomeni distorsivi della concorrenza".

"Non intervenire - aggiunge Battistini - vuol dire mettere l’autotrasporto italiano nelle mani di altri: non possiamo competere con chi in nome della libera circolazione delle merci, esegue trasporti con un costo del lavoro di 8 euro all’ora, con costi di gestione generalmente più bassi e una tassazione favorevole. Senza dimenticarci delle conseguenze, in termini di sicurezza, legate a questa liberalizzazione selvaggia. Queste sono le principali ragioni di una mobilitazione nazionale, che coinvolgerà ovviamente anche l’autotrasporto cesenate e forlivese, con l’obiettivo di difendere un settore importante anche dal punto di vista dell’occupazione". Per maggiori informazioni è possibile contattare Lorenzo Corallini (telefono 0457 025429; email lorenzo.corallini@cnafc.it).

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