Tari, le imprese: "Non è sufficiente limare gli aumenti, vogliamo riduzioni di tariffe"

"Continueremo incalzare sindaci e assessori -afferma Soldati - per chiarire i numerosi punti d’ombra attorno alla tariffa e parteciperemo al Tari day"

"Negli ultimi anni a fronte di una diminuzione media di oltre il 10% della produzione rifiuti le nuove tasse (Tares prima e Tari poi) sono aumentate per le utenze extra-domestiche per le imprese, nella stragrande maggioranza dei Comuni comprensoriali, di oltre il 20%. Ogni anno un incremento. Così non si può più andare avanti: l'obiettivo non deve essere il contenimento degli aumenti, ma la riduzione delle tariffe. Confartigianato lo chiede espressamente in attesa di poter giungere alla introduzione della tariffa corrispettiva, calcolata in base alla reale produzione di rifiuti e basata su sistemi di raccolta puntuale. Per questo abbiamo chiesto al Comune di Cesena, di avviare una raccolta sperimentale presso un'area produttiva cittadina”: è il duro attacco che viene da Stefano Bernacci, segretario di Confartigianato, che non si accontenta del tentativo di limare gli aumenti, ma chiede invece un totale ribaltamento della situazione per quanto riguarda il peso della tassa dei rifiuti sul bilancio delle imprese.

Un tema che trova sensibile anche la Confesercenti, che martedì ha avuto un acceso e franco dibattito col vice sindaco del Comune di Cesena, Carlo Battistini.  "La Tari (Tassa Rifiuti) è una delle imposte maggiormente detestate da cittadini ed imprese, a causa della sua onerosità e della scarsa possibilità di comprendere la motivazione degli importi", chiarisce Confesercenti, che ha deciso di organizzare quattro incontri sul territorio, dove le imprese stanno incontrando ben dieci amministrazioni comunali per attesi confronti e chiarimenti.

Dopo l’incontro di giovedì scorso nella sede Confesercenti di Savignano sul Rubicone, dove erano presenti i sindaci di Gambettola (Roberto Sanulli), Longiano (Ermes Battistini) e Savignano (Filippo Giovannini), e quello di Cesena con il vice sindaco, Carlo Battistini, si prosegue giovedì alle 15,30 nella sede Confesercenti di San Piero in Bagno (Via Garibaldi, 24) con il sindaco di Bagno di Romagna (Marco Baccini), il sindaco di Mercato Saraceno (Monica Rossi) e l’assessore al Bilancio di Sarsina (Enrico Cangini). Il ciclo si concluderà lunedì prossimo nella sede di Cesenatico (Via Giordano Bruno, 1) alla presenza dei sindaci di Cesenatico (Matteo Gozzoli), Gatteo (Gianluca Vincenzi) e San Mauro Pascoli (Luciana Garbuglia).

"In questi incontri - dichiara il presidente della Confesercenti Cesenate, Cesare Soldati - abbiamo già avuto modo di verificare, assieme alle nostre imprese associate, quanto sia a volte incomprensibile il costo spropositato dell’imposta e la difficoltà ad incontrare interlocutori capaci di motivare questa spesa. In questi anni si è cambiato ripetutamente il nome, è aumentata la confusione ma il risultato finale è sempre un carico insopportabile per le ziende. Continueremo incalzare sindaci e assessori -afferma Soldati - per chiarire i numerosi punti d’ombra attorno alla tariffa e  parteciperemo al Tari day, previsto a livello nazionale il 25 ottobre, per tenere accesi i riflettori sulla tassa più odiata dalle imprese”.

Sul tema della trasparenza insiste anche Bernacci: "Unproblema non minore, a nostro avviso è la questione relativa alla trasparenza delle tariffe. Spiace costatare che si naviga nella confusione e nel caos più assoluti, se ci poniamo, come ci si deve porre, nell'ottica dei contribuenti. Da anni rimarchiamo la difformità delle tariffe per stesse tipologie di imprese da Comune a Comune, la presenza di regolamenti che andrebbero uniformati e più in generale ciò che non è accettabile è il fatto che non si riesca dar conto a chi deve pagare – cittadini e imprese – del perché si deve pagare così. E' proprio per questa ragione che la tariffa rifiuti, con i vari acronimi con cui è stata definita in questi anni, è divenuta nel tempo la più enigmatica e odiosa delle tariffe, proprio per la sua mancanza di trasparenza".

Molto complesso è anche il meccanismo per stabilire le tariffe: tutto parte da uan proposta di Hera per la copertura dei costi (che di fatto non è soggetta ad alcun reale e concreto controllo) e diviene poi oggetto di contrattazione da parte dei Comuni, il tutto poi "sigillato" e reso formale da una delibera di un'agenzia regionale dedicata proprio alle tariffe dei servizi pubblici, Atersir. Per Bernacci Atersir è "un ente decisore regionale, dobbiamo ribadirlo, distante dal territorio e che pare operare con logiche che tengono poco in conto le realtà specifiche del territorio stesso, mentre invece con la precedente Agenzia d'ambito provinciale il presidio sulle esigenze legittime dei contribuenti era maggiore e le tariffe, allora, risultavano tra le più contenute in Regione".

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