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FOTO DI REPERTORIO

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Bagno, retromarcia del Comune sulle terme: azzerata la distribuzione degli utili

Rimane ferma pertanto la decisione della distribuzione delle riserve di utili, che il Consiglio di Amministrazione si è riservato di rendere operativa sino al termine massimo del 31 dicembre 2016

Si è svolta lunedì l’assemblea della società Terme di Sant’Agnese S.p.a., di cui il Comune di Bagno di Romagna è il maggior azionista detenendo il 69,19% del capitale. La compagine sociale è inoltre composta da altri soci pubblici, quali l’Amministrazione provinciale di Forlì-Cesena (secondo maggior azionista – 20,70%), il Comune di Cesena (5,46%), il Comune di Cesenatico (1,31%), il Comune di Verghereto (0,17%), i Comuni della ex Comunità Montana dell’Appenino Cesenate (0,74%) e dai soci privati Euroterme S.p.a. (3,08%) ed Hotel Tosco Romagnolo (0,35%).

L’assemblea era stata convocata su richiesta del Sindaco di Bagno di Romagna al fine di arrivare ad una unanime deliberazione dei soci avente ad oggetto l’annullamento della precedente decisione assembleare di distribuzione riserve di utili, adottata nell’emergenza del Comune di Bagno di Romagna di far fronte alle conseguenze connesse allo sforamento del patto di stabilità per l’anno 2013. Con deliberazione del 21 ottobre scorso, infatti, l’assemblea dei soci aveva deliberato una distribuzione di riserve di utili per un importo complessivo pari a 235.365,75 euro, al fine di consentire al Comune di Bagno di Romagna di registrare la somma pro-quota di 180.963,90 euro a parziale copertura della sanzione di 1.1168.000 euro derivante dallo sforamento del patto di stabilità.

“Si era trattato di una misura di emergenza, tra le altre adottate per gestire la grave situazione del bilancio comunale, che avevamo cercato comunque  di contenere al minimo indispensabile non solo per la volontà di non utilizzare la società come un “salvadanaio pubblico” ma anche alla luce delle perdite registrate nell’ultimo esercizio chiuso al 31 dicembre 2013 e che presumibilmente si ripercuoteranno anche sul 2014”,  fa sapere il sindaco Marco Baccini.

“Nelle more delle operazioni attuate per tentare di gestire il bilancio nel rispetto degli obiettivi di legge – continua il sindaco – il Governo ha recepito le richieste di allentare le conseguenze connesse allo sforamento del patto di stabilità e con la conversione in legge del Decreto Legge Sblocca Italia, avvenuta l’11 novembre scorso, la sanzione è stata ridotta complessivamente all’importo di 247mila euro, ciò che ci ha consentito di poter rivedere alcune manovre effettuate per far fronte all’emergenza, tra le quali avevamo in animo di rinunciare alla distribuzione di riserve di utili della società Terme di Sant’Agnese S.p.a.”.

“Rientrata l’emergenza, infatti, ho invitato tutti i soci ad esprimersi in modo unanime e favorevole alla rinuncia alla distribuzione delle riserve, al fine di lasciare intatto il patrimonio della Società nell’interesse di tutti i Soci. L’assemblea – precisa il sindaco – aveva proprio tale finalità, ma la posizione contraria della Provincia di Forlì-Cesena nonché di Euroterme S.p.a. ha determinato il venire meno della necessaria unanimità dei soci, che ritengo dovesse essere invece condizione necessaria oltreché opportuna per evitare eventuali disagi che gli effetti della revoca stessa avrebbero potuto produrre per ciascun socio che non si è espresso o che ha anticipato la propria contrarietà, oltreché per mantenere la solidità della compagine azionaria.”

"Lo scenario venutosi a creare mi ha spinto così a proporre all’Assemblea di rinunciare a deliberare e questo è stato l’esito della seduta assembleare”, conclude il primo cittadino. Rimane ferma pertanto la decisione della distribuzione delle riserve di utili, che il Consiglio di Amministrazione si è riservato di rendere operativa sino al termine massimo del 31 dicembre 2016, al fine di preservare le ragioni di liquidità della società.

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