Confindustria Forlì-Cesena riunita in assemblea: "Si sentono i contraccolpi dovuti alla grande incertezza"

"Anche qui si sentono i contraccolpi di un periodo difficile di rallentamento dell’economia e di grande incertezza", ha commentato Boccia

Si è svolta mercoledì l’Assemblea Elettiva di Confindustria Forlì-Cesena, che ha completato la nomina dei rappresentanti all’interno del Consiglio Generale e degli Organi di Controllo. Alla nomina del presidente Andrea Maremonti e a quella della sua squadra (Pierluigi Alessandri, Carlo Comandini, Giovanni Giannini e Giacomo Gollinucci), oltre al presidente dei Giovani Industriali, Filippo Zamagni e al Presidente del Comitato Piccola Industria, Danilo Casadei, si aggiungono i Rappresentanti Generali all’interno del Consiglio e i presidenti delle Sezioni Merceologiche. Sono stati eletti anche gli Organi di controllo, Probiviri e Revisori Contabili. All’assemblea sono intervenuti Maremonti, il presidente di Confindustria Emilia-Romagna, Pietro Ferrari e il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia.

"Sono molto orgoglioso di questa giornata, che chiude un percorso difficile di ricostruzione e ora possiamo guardare al futuro. La partecipazione e il sostegno che ho ricevuto mi fanno ben sperare per il futuro della nostra Associazione e del nostro territorio - ha dichiarato Maremonti -. Il quadro economico è molto difficile anche per l’area di Forlì-Cesena ma dobbiamo reagire e puntare sui nostri punti di forza. Dobbiamo stimolare il dibattito e farci sentire su alcuni temi importanti e fondamentali, mi riferisco soprattutto alle infrastrutture. Siamo un territorio che vive di export rischiamo di essere tagliati fuori da tutto: la E45, il Corridoio Adriatico, la rete ferroviaria e la rete portuale vanno potenziate e migliorate. Invece ci sembra che la Romagna sia completamente dimenticata e la politica sia lontana, come ha dimostrato la vicenda delle trivelle".

"I fattori di competitività dell’Emilia-Romagna - ha dichiarato Ferrari - sono strettamente connessi al territorio: penso alle filiere produttive, ai “distretti”, al sistema diffuso di piccole e medie imprese, alle competenze delle persone. Il grande valore aggiunto della nostra industria è la capacità di integrare tecnologia nei prodotti per rispondere ed anticipare i bisogni del mercato. Oggi servono flessibilità produttiva e operativa, competenze, tecnologia, conoscenza del mercato. La capacità di sostenere questo vantaggio competitivo è ciò che farà la differenza".

"Forlì-Cesena è un territorio fatto di industrie forti e solide e di grandi eccellenze. Ma anche qui si sentono i contraccolpi di un periodo difficile di rallentamento dell’economia e di grande incertezza - ha commentato Boccia -. Dobbiamo reagire e far valere il nostro ruolo di corpi intermedi per aiutare non solo le imprese ma tutto il territorio. Abbiamo infatti suggerito di sbloccare i cantieri e le relative risorse per far ripartire investimenti e occupazione nel Paese e assicurare quella crescita a cui non possiamo rinunciare. Anche qui a Forlì-Cesena e in tutta la Romagna è urgente approntare un piano per le infrastrutture urgenti e strategiche - conclude Boccia. Maremonti nel corso dell’Assemblea ha rilanciato il progetto della Fondazione Città Romagna, un progetto che parte da Confindustria ma che punta ad allargarsi a tutta la società civile per operare per la crescita culturale ed economica di tutta la Romagna.

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