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Artigianato, il fascino del pane e dei panettieri nel tema di un ragazzo di prima superiore

L''istituto tecnico economico Serra ha partecipato ad un incontro sul tema "Il benessere nel cibo" con l'associazione i Forni Malatestiani, sodalizio di panificatori che opera in seno a Confartigianato Federimpresa Cesena e che si è messo in luce per numerose iniziative

L''istituto tecnico economico Serra ha partecipato ad un incontro sul tema "Il benessere nel cibo" con l'associazione i Forni Malatestiani, sodalizio di panificatori che opera in seno a Confartigianato Federimpresa Cesena e che si è messo in luce per numerose iniziative che coniugano il fare artigiano alla cultura e alla tradizione, come la serie di dolci malatestiani ricreati grazie a indagini storiche. In classe è intervenuto il presidente Roberto Reggiani, in veste di 'maestro fornaio'.

Rendendo pubblico il tema di un ragazzo di una classe prima dello stesso istituto Commenta Chiara Ricci, responsabile Confartigianato associazione "I Forni Malatestiani" commenta: "A Confartigianato, da sempre impegnata nella promozione della cultura del fare artigiano attraverso il rapporto col mondo della scuola e in generale con i giovani, pare che questo scritto sia una prova tangibile e gratificante su come seminare la passione del fare artigiano sul territorio possa dar frutti. E anche di come la bellezza del lavoro artigiano possa fare breccia tra i più giovani".

Questo il tema:

Roberto Reggiani è uno dei figli di Gaetano Reggiani. Nella sua vita è stato un lavoratore. Fino alla terza media si è dedicato allo studio, dopo di che è entrato nel mondo del lavoro. Il suo sogno è diventato realtà quando è diventato panettiere e si è ritrovato con le mani in pasta. Il suo lavoro gli piace così tanto che, anche andando a lavorare di notte si diverte. Infatti, quando un lavoro, anche se pesante piace ad una persona, il piacere vince sul dovere.

Il suo modo di fare nonché il suo modo di parlare ha colpito molto me ed i ragazzi della mia classe, perché tutti noi ci aspettavamo che venisse un uomo che parlava in modo complicato, vestito in giacca e cravatta. Invece è venuto un uomo vero, non si è voluto dimostrare superiore a quello che lui è realmente ma si è dimostrato uguale a come lui è nella vita quotidiana. Roberto ha curiosità ed amore per il suo mestiere, ma odio per le multinazionali che, nel fare il pane o nei prodotti di pasticceria, ci mettono ingredienti sgradevoli per il nostro organismo ma gradevoli, gustosi per il nostro palato. In più la loro pubblicità, con i mezzi di comunicazione adesso presenti, influenzano molto le persone ed i loro punti di vista su quale sia realmente un prodotto buono, almeno per loro, o no. Anche per contrastare l’influenza, non sempre positiva della pubblicità, è stata fondata un’ associazione chiamata Forni Malatestiani che, con la bellissima biblioteca Malatestiana fanno grande la nostra Cesena.
 

L’associazione fa conoscere i cibi sani presenti sul territorio per combattere il desiderio della gente di comprare alimenti provenienti da molto lontano. I Forni Malatestiani invitano le persone ad assaggiare prodotti esteticamente simili a quelli che si facevano nel medioevo ma con ingredienti diversi, naturalmente. Nel medioevo usavano prodotti poco igienici e si “arrangiavano” con poco, dato che la povertà era tanta. Roberto ha raccontato alcune di queste riproduzioni per esempio i Bracciatelli che sono piaciuti un po' a tutti sia sotto il profilo storico che quello gustativo. Infatti Roberto ci ha portato da assaggiare i bracciatelli ed un tipo di pane chiamato proprio “pane dei poveri” che però , questo poverissimo e prezioso pane, lui ha riprodotto con della farina integrale, esteticamente diciamo simile all’originale.
 

Inoltre Roberto ci ha detto che ogni mattina nel medioevo i panettieri preparavano nelle loro case questi dolcetti ed andavano in giro per il paese vendendo queste specie di ciambelle infilate una sopra l'altra in un bastone. Roberto, durante le sue interessantissime spiegazioni e nelle nostre complicate, ed istruttive riflessioni, ha pronunciato una frase: “Sapore è Sapere”. Io l'ho intesa così :il sapore di un alimento è il sapere da dove viene. Sapere cosa mettiamo sulla nostra tavola in termini di quantità, qualità e composizione di ingredienti. Sapere cosa mangiamo è fondamentale per apprezzare il sapore dei prodotti che vengono dall'Italia o dall'Europa. Apprezzare i nostri ingredienti e le nostre produzioni senza andare a cercare altrove cibi, ingredienti non presenti nelle nostre terre. Saper apprezzare i propri prodotti e le proprie produzioni è sapere, sinonimo di conoscenza e in definitiva di benessere. Grazie Roberto!

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