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Economia

Appello ai 15 sindaci cesenati: Confcommercio chiede una svolta fiscale

La giunta Confcommercio cesenate torna a indossare le magliette con gli slogan per favorire lo sviluppo, a partire dalla riduzione del carico fiscale

Un appello di Confcommercio ai 15 sindaci del cesenate: non una semplice tregua, ma una svolta fiscale per le imprese. La giunta Confcommercio cesenate (2100 imprese iscritte), come fece l'anno scorso a luglio appena eletta, torna a indossare le magliette con gli slogan per favorire lo sviluppo, a partire dalla riduzione del carico fiscale. "Le politiche incentivanti per le imprese sono fondamentali - afferma il presidente di Confcommercio Corrado Augusto Patrignani -  ma prima di tutto occorre ridurre le tasse e creare un fisco meno vorace".

"Ai sindaci chiediamo di difendere le imprese: meno tasse più lavoro, meno burocrazia più sviluppo: sono le scritte impresse nelle magliette che mettemmo all'atto di insediamento della nuova giunta - prosegue Patrignani -. Sono queste le direttrici per rendere il territorio cesenate più favorevole a chi crea imprese turistiche, commerciali e del terziario. Quello che serve è un salto culturale, che consiste nell'affermare la centralità delle piccole imprese spina dorsale del nostro territorio e di adottare provvedimenti conseguenti attraverso politiche a favore delle imprese in tutte le declinazioni possibili. La riduzione delle tasse sono il primo punto da cui partire".

Da un'indagine realizzata dall'Osservatorio Confcommercio cesenate emerge che numerose imprese sono costrette a richiedere liquidità a prestito per poter procedere al pagamento di imposte e tributi. Un dato che deve fare riflettere. "Abbiamo sempre detto - prosegue Patrignani - che è già dall'aliquota Imu applicata per gli immobili produttivi che si vede subito qual è l'orientamento delle amministrazioni nei confronti delle imprese che continuano ad essere spesso considerate alla stregua di mucche da mungere. In questo senso nel comune di Cesena venne portata al massimo, si disse, per far fronte ai danni del nevone, ma non è mai più stata abbassata, mentre invece altri comuni comprensoriali hanno agito in maniera più favorevole alle imprese. La giunta esecutiva di Confcommercio cesenate, non a caso, nel giorno del suo insediamento ha indossato le magliette con le le scritte contro il fisco esoso. Simbolicamente continuiamo a indossarle per chiedere ai Comuni di intervenire a favore non solo delle neoimprese (positivi gli incentivi e le detassazioni per i primi anni di attività, buona l'abolizione della Cosap per i bar e ristoranti info point ), ma anche per quelle che sono insediate da tempo".

"Un peso notevole nei bilanci delle imprese riguarda anche la Tari - aggiunge Patrignani - , la tariffa rifiuti che il Comune di Cesena quest'anno ha deciso di fare pagare  con due scadenze, invece di tre: entro il 31 luglio e il 31 novembre.  La tariffa è indigesta per molte categorie di imprese commerciali e turistiche. Negli anni scorsi l'incremento medio dei costi per il servizio urbano dei rifiuti è stato molto alto per alcune tipologie di imprese fra cui quelle della ristorazione, l'ortofrutta e le discoteche. A tali aumenti – relativi alla sola componente rifiuti - si sono poi aggiunti quelli registrati nel corso del 2014 dovuti all'introduzione della Tari. La  Tari appesantisce ulteriormente un carico fiscale già pesante".

"Quello che le imprese lamentano - mette in luce il presidente Confcommercio - è anche la  disomogeneità nell'applicazione della tassa sui rifiuti che si registra all'interno di Comuni appartenenti non solo alla stessa Regione ma anche alla stessa provincia e che, pertanto, hanno parametri riferibili a popolazione, tessuto imprenditoriale, densità abitativa e condizioni territoriali quantomeno similari. La peculiarità di questi dati è che le vistose ed ingiustificabili differenze del costo del servizio tra i vari Comuni presi a riferimento sono connotate da una sostanziale analogia dei livelli dei servizi erogati. Confcommercio chiede da anni l'applicazione della tariffa puntuale corrispettiva ai rifiuti veramente prodotti e smaltiti per lasciarsi alle spalle le vistose iniquità prodotte negli ultimi anni".

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