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Lunedì, 27 Giugno 2022
Economia

Anno complicato per l'energia, ma il consorzio per le risorse energetiche raggiunge i 325 milioni di fatturato

Lo shock energetico ha avuto impatti molto rilevanti sulla finanza delle imprese del settore, a causa del pesante meccanismo di fidejussioni e garanzie che gli operatori sono tenuti a prestare verso Terna, GME, Snam e distributori

Si è riunita martedì l’assemblea dei Soci del Gruppo CRE, che ha approvato in utile anche il bilancio 2021, con un’esplosione di fatturato in aumento di circa 110 milioni, ben il 53 % in più rispetto all’esercizio precedente. Il Gruppo con sede a Cesena è il più grande Consorzio nazionale operante nel settore dell’energia, e si pone tra i maggiori operatori “dispacciatori” della Regione. Rappresentazione di uno spaccato molto significativo del territorio, il Consorzio vede spiccare tra i soci di maggioranza aziende agroindustriali come Conserve Italia, Agrintesa, Apofruit, Caviro, al fianco di altre grandi realtà del mondo industriale come Consorzio CELL di Livorno, Power (Confcooperative), Gruppo Bonfiglioli, Aeroporto di Olbia, per citarne alcune. Recente è l’ingresso delle realtà del Consorzio “Italia del Gusto”, che rappresenta i più importanti operatori industriali del food Made in Italy. Il 2021 è stato un anno positivo, anche se gli ultimi mesi dell’anno hanno fatto registrare un vertiginoso aumento dei prezzi energetici, purtroppo consolidatisi con l’inizio del conflitto in Ucraina e con la ben nota crisi del gas.

Lo shock energetico ha avuto impatti molto rilevanti sulla finanza delle imprese del settore, a causa del pesante meccanismo di fidejussioni e garanzie che gli operatori sono tenuti a prestare verso Terna, GME, Snam e distributori. A discapito dei principi di liberalizzazione, Regolatori e Politica sembrano ignorare il peso di questi incrementi per i grossisti dispacciatori, aumentandone altresì il carico finanziario con anticipazioni e rateizzazioni. Mentre alcune imprese sono andate in difficoltà, il CRE ha potuto contare sulla propria robustezza patrimoniale e sulla solidità dei propri soci per far fronte alle tensioni esistenti sui mercati. Il fatturato 2021 consolidato si attesta su 324,9 milioni di euro, con volumi in crescita sia per l’energia elettrica (+ 14,8%), sia per il gas (+ 26,2%), mantenendo un risultato positivo e in linea con gli obiettivi di economicità, caratteristici della gestione consortile. Stabile il numero delle risorse, che nel gruppo tra impiegati e collaboratori supera le 50 unità. Si consolida l’attività della controllata Energia Corrente (E.CO) che, pur mantenendo forti radici sul territorio, aumenta la sua penetrazione sul mercato e la notorietà del suo brand, oramai riconosciuto come punto di riferimento qualitativo nel settore.

Durante l’Assemblea il Presidente del Consorzio, Giancarlo Ferlini, ha espresso soddisfazione per l’andamento gestionale e per il pieno supporto dei soci alla attività del gruppo, che anche nei momenti di tensione hanno fatto sentire il proprio impegno e la convinzione sulla validità della scelta consortile, oltre che la soddisfazione per i risultati ottenuti pur in un momento difficile per il settore. Complessivamente sono stati conseguiti risparmi per i Soci per oltre 22 milioni di euro rispetto ai prezzi medi fatti registrare dai mercati nell’esercizio.  Nonostante una crisi che minaccia ancora nubi nere all’orizzonte, ed i prezzi che si mantengono ancora oltre 5 volte superiori rispetto alle medie degli anni scorsi, le prospettive gestionali si mantengono positive, e si profilano interessanti opportunità di ulteriore sviluppo. Commentando la situazione del settore, l’Amministratore Delegato, Vincenzo Maria de Rosa, ha rimarcato come lo shock energetico che stiamo vivendo rappresenti un momento di discontinuità rispetto al passato. Spiega una nota: "È maturata la consapevolezza che l’approvvigionamento energetico rientra tra i fattori strategici per le imprese e che le scelte vanno adeguatamente pianificate. Parlando delle sfide per il futuro Il dott. de Rosa ha evidenziato l’esigenza che la Transizione Ecologica sia a vantaggio di tutti, e non solo di pochi. È necessario promuovere lo sviluppo delle autoproduzioni fotovoltaiche, di Comunità Energetiche, di contratti pluriennali di fornitura di energia pulita a prezzo fisso, dell’efficientamento energetico".

“L’indipendenza energetica di questo paese sarà un’opportunità storica, ma non può essere un premio solo per chi fa rinnovabili o gestisce le estrazioni di gas. Abbiamo assistito in questi mesi ad una ingiustificata ridistribuzione di ricchezza, a danno di molti ed a vantaggio di quei pochi che hanno potuto sfruttare questi prezzi. Non è questo lo spirito con cui affrontare la transizione nè i piani europei di sostegno (repower UE). Se c’è un vantaggio che le rinnovabili offrono è quello di riuscire ad avere una generazione distribuita. Non devono rappresentare una forma di arricchimento per pochi. Noi promuoveremo questi principi e questi valori.”

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