Saldi invernali: si raffredda la corsa agli acquisti dopo la partenza positiva

L’indagine ha evidenziato un andamento stabile delle vendite per il 54% degli operatori intervistati, rispetto allo scorso anno

Dopo una buona partenza, le vendite in saldo subiscono un rallentamento e si stabilizzano su valori in linea con quelli dello scorso anno. E' quanto emerge dall’indagine realizzata da Confcommercio Emilia Romagna, attraverso il Centro studi Iscom Group, su un panel di esercizi commerciali della nostra regione, composto in prevalenza da punti vendita di beni per la persona (in particolare abbigliamento e calzature). Tuttavia per una parte degli operatori è saltato all'occhio "il ritorno al piacere per lo shopping e per gli acquisti “fuori stagione”".

L'indagine

Nel monitoraggio è compreso un campione significativo di esercizi cesenati, pertanto gli esiti dell’indagine hanno un valore probante anche per riflettere l’andamento dei saldi sul nostro territorio, come certifica l'Osservatorio della Confcommercio cesenate. L’indagine ha evidenziato un andamento stabile delle vendite per il 54% degli operatori intervistati, rispetto allo scorso anno, e un aumento per il 17% degli operatori, con andamenti differenti per le varie merceologie: vanno leggermente meglio le calzature, in cui dichiarano vendite in aumento il 22% degli intervistati, mentre per i due terzi degli operatori dell’abbigliamento le vendite sono tutto sommato stabili rispetto all’anno scorso.

“Dopo un avvio generalmente positivo in tutta la Regione - dichiara il direttore Confcommercio cesenate Giorgio Piastra - ad orami un mese e mezzo dall’avvio dei saldi le vendite hanno mostrato un progressivo rallentamento, che testimonia la prudenza negli acquisti da parte dei consumatori. Il ritorno della fiducia da parte delle famiglie stenta ancora a tradursi in una ripresa dei consumi stabile, anche se l’affluenza nei negozi registrata nel periodo è comunque un segnale favorevole di una rinnovata attenzione per lo shopping e per l’aspetto ludico degli acquisti”.

In base all’indagine il 36% degli operatori ha riscontrato il picco di vendite nel primo weekend, e il 26% nella prima settimana dei saldi. Nelle settimane successive le vendite sono rallentate, anche in caso di scontistiche maggiori rispetto a quelle iniziali. Tra i principali motivi della diminuzione delle vendite in saldo sono citate la concorrenza della altre formule distributive (43%) e la riduzione della propensione alla spesa delle famiglie (40%) che porta a destinare il budget familiare ad acquisti in prevalenza necessari.

L’indagine conferma inoltre il consolidarsi di un cambiamento nel comportamento di acquisto che porta a comprare solo lo stretto necessario rifiutando l’acquisto di impulso (37%) e la grande attenzione al prezzo da parte della clientela (22%). Il 16% segnala la concorrenza delle vendite on-line anche durante i saldi e la scelta degli outlet per gli acquisti scontati (14%). “L’andamento dei saldi conferma che i consumi interni ancora faticano ad agganciare con stabilità la fase positiva in atto in Emilia Romagna - conclude Piastra -. Per questo è indispensabile tornare ad investire in maniera strutturale sul piccolo commercio di prossimità individuando misure adeguate per sostenere e innovare la rete distributiva tradizionale nelle nostre città”.

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