Il sistema produttivo locale continua a crescere: "Ma i traguardi sono ancora lontani"

Nel 2017 è previsto un incremento dell'1,2% per Forlì-Cesena e per la regione e dello 0,9% per l'Italia

Pubblicati i dati dell'Osservatorio Economico della Camera di Commercio delle provincie di Forlì – Cesena e Rimini relativi ai primi tre mesi di quest'anno dai quali si evince che il “sistema” Romagna tiene e si rafforza e supera i dati nazionali. La terra di Romagna e il valore della sua produzione contribuisce a quella emiliana facendo si che l'economia dell'Emilia Romagna è traino fondamentale e insostituibile dell'Italia con Lombardia e Veneto.

Nello specifico il valore aggiunto procapite nella provincia di Forlì-Cesena è di 27.340 euro  (posto 26 tra le provincie italiane) mentre Rimini con 25.986 euro si colloca al trentaseiesimo posto. I dati che ha snocciolato il presidente camerale Fabrizio Moretti alla presenza del sindaco Paolo Lucchi e dell'assessore allo sviluppo economico Lorenzo Zammarchi sono sintomatici di una realtà operosa, che in parte ha lasciato dietro le spalle la crisi per tornare ai livelli precedenti. In sofferenza l'agricoltura, l'edilizia e nel buio l'autotrasporto, ma segnali molto positivi dall'export, dal turismo e dal settore manifatturiero.

Nella fattispecie nel primo trimestre dell'anno in corso l'economia locale ha segnato un aumento del 1,2 per cento, allineandosi agli stessi valori dell'Emilia – Romagna, mentre  quella nazionale  ha raggiunto un +0,9 %. Il tasso di disoccupazione è attestato sul 7,5 per cento rispetto all' 11.7 per cento a livello nazionale, purtroppo si sottolinea che nello scorso anno su 89.897 avviamenti al lavoro solo 6.728  furono a tempo indeterminato segnando un meno 39,7 per cento, rispetto all'analogo periodo dell' anno precedente e questo probabilmente a causa dell'attenuarsi degli effetti del job act. Per il resto dei neo occupati  65.988 (+0,8%) a tempo determinato, 4.027 (+14,7%) in apprendistato, 8.764 (+13%) a contratto  somministrazione lavoro.  Il numero delle imprese attive nel primo trimestre dell'anno è di 37.240 con un calo dell'1,1%.

I settori maggiormente significativi nella flessione sono agricoltura (-1,8%), costruzioni (-1,5 %), trasporti e magazzinaggio (-3,6%), di rimandole attività professionali, scientifiche e tecniche registrano un positivo +2,0 %. Nel commercio al dettaglio segnano dati positivi gli ipermercati (+1,1%) e la grande distribuzione (+1,4%) molto deboli gli alimentari (-2,3%), i non alimentari (-1,2%), e di rimando la piccola distribuzione (-3,1%), e media distribuzione (-1,0%). Dati oltremodo positivi vengono dall'export che rispetto all'analogo periodo dello scorso anno registra un +16,7% rispetto a un +8,9 della regione Emilia Romagna e un +9,9 dell'Italia. In particolare i prodotti delle provincie forlivesi e riminesi prendono la via dell'Europa per il 59% (+11,3%), dell'Asia Orientale 10,6% (+36,5%), paesi europei non dell'Unione Europea 8,5% (+ 18,7%), America settentrionale 7,7% (+16,1%). Buone notizie anche dal settore alloggio ristorazione dove operano 584 alberghi con 38.031 posti letto e 987 extralberghi con 24.555 posti letto.

I dati dicono che gli arrivi, rispetto all'analogo periodo dello scorso anno, hanno raggiunto un +13,4% con le presenze lievitate al 36,8%. “I dati suggeriscono che molto è stato fatto - sottolinea Fabrizio Moretti - i traguardi sono ancora lontani, ma qualcosa si intravede. Dobbiamo, come Camera di Commercio, intensificare i nostri sforzi”. “Mi piace ripetere – continua il sindaco di Cesena Paolo Lucchi – quanto ha affermato un professore dell'Università di Bologna che il sessantacinque per cento dei bambini che oggi vanno a scuola faranno lavori che noi oggi non immaginiamo neanche. Bisogna investire nella preparazione e le start up sono un grande banco di prova. Questi dati sono confortanti e ci spingono a proseguire".

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