Amadori, ipotizzata la pubblicità ingannevole. La replica: "Confronto aperto con l'autorità"

L'Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha aperto un procedimento istruttorio per pubblicità ingannevole che riguarda la società cooperativa agricola Gesco, azienda del gruppo Amadori

L'Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha aperto un procedimento istruttorio per pubblicità ingannevole che riguarda la società cooperativa agricola Gesco, azienda del gruppo Amadori di Cesena. La disputa non riguarda le condizioni di produzione, ma le modalità comunicative con cui vengono promossi alcuni prodotti alimentari nel sito internet di Amadori, ritenute ingannevoli dall'Enpa, l'associazione animalista che aveva presentato un esposto all'autorità già nel 2016, archiviato dall'authority e poi riaperto a seguito di nuovi elementi prodotti dall'Enpa.

Sotto accusa ci sono in particolare le comunicazioni commerciali con cui la Amadori  indica sul suo sito web il proprio impegno per la tutela del benessere animale. Secondo l'Enpa, l’autorità starebbe verificando se tale comunicazione indichi l’intera filiera produttiva, o – come precisa l'Enpa “solo due prodotti di nicchia: il Pollo Campese e il Pollo 10+. Insieme, essi rappresentano una quota minoritaria della produzione Amadori,  il 34% del totale, che non giustificherebbe in alcun modo generalizzazioni all’intera filiera produttiva dell’impresa”. Critiche anche alla promozione del 'Pollo 10+' in quanto Amadori, in questo caso avrebbe indicato come standard migliorativi per il benessere animale limiti che invece sarebbero già nelle previsioni di legge.

Tuttavia da Amadori ritengono che siano ben distinti, nella comunicazione sul sito web, gli standard tra le produzioni convenzionali e quelle di punta. Inoltre si spiega che è in corso un'interlocuzione con l'autorità garante: “L’azienda, in uno spirito di totale collaborazione con l’AGCM, è aperta al confronto con l’Autorità e confida che tali osservazioni verranno chiarite quanto prima, nell’interesse primario di offrire una panoramica sempre più completa della comunicazione relativa alle metodologie zootecniche adottate”.

“Il responsabile del procedimento – spiega l’Avvocato Manuela Giacomini, dello Studio Conte&Giacomini di Genova, che rappresenta Enpa davanti all’Autorità - ha 150 giorni di tempo per rimettere gli atti al Collegio di modo che questo possa adottare il provvedimento finale nel quale verrà accertato se, come ritenuto da Enpa, le comunicazioni pubblicate dalla Amadori sul proprio sito web siano tali da indurre in errore i consumatori perché non corredate da elementi circostanziati, precisi e veritieri”.

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