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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Economia

Altrochè ripresina nel 2013. La crisi è sempre più nera

L’andamento economico del primo semestre 2012 è tutto negativo: giù, fatturato, investimenti ed export. E’ quanto emerge dall’analisi dei bilanci di 5.040 piccole imprese effettuata da Istat per l’Osservatorio congiunturale TrendER

L’andamento economico del primo semestre 2012 è tutto negativo: giù, fatturato, investimenti ed export. E’ quanto emerge dall’analisi dei bilanci di 5.040 piccole imprese effettuata da Istat per l’Osservatorio congiunturale TrendER, realizzato da CNA Emilia Romagna e dalla Federazione Banche di Credito Cooperativo dell’Emilia Romagna. Dati economici più che preoccupanti che presentano un ulteriore indebolimento rispetto al 2011.

Il fatturato con il – 3,6% tocca il livello più basso dal 2008, crolla l’export registrando un calo tendenziale del -19%. Lo stesso dicasi per gli investimenti che con – 20,8% toccano il livello più basso mai registrato dal 2008. Ma ciò che allarma è che questi dati vengono confermati anche dal sentiment degli imprenditori che evidenziano, nel sondaggio effettuato per CNA dall’Istituto di ricerca Freni Marketing di Firenze, che le prospettive per i prossimi mesi, ancora peggiori. Imprenditori sfiduciati: “Non sappiamo quando si uscirà dalla crisi”.

Sentimento che si accentua ancor più nelle zone colpite dal sisma di maggio. Si registra una caduta netta di fiducia. Aumenta l’indebitamento; il credito resta al di sotto delle necessità e la stretta finanziaria non rallenta. La cura Monti sembra non funzionare. Lo pensa – secondo un sondaggio effettuato per CNA dall’Istituto di ricerca Freni Marketing di Firenze – oltre il 50% degli imprenditori intervistati. Risulta in contrazione la quota di quanti sei mesi fa si erano espressi in termini positivi verso il Governo dei tecnici. Non si intravede una via di uscita e lo scenario di crisi resta immutato per il 63%.

“Sacrifici tanti, ma finora risultati pochi” dicono gli imprenditori tra i quali si registra profondo scetticismo sui provvedimenti adottati per stimolare la crescita: solo 1 imprenditore su 5 mostra una qualche aspettativa per le scelte operate in quest’ottica dal Governo. Solo sulle misure adottate per il riordino istituzionale ed amministrativo si rileva un discreto consenso.

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