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Lunedì, 27 Maggio 2024
Lavoro

L'iniziativa della catena di supermercati: un mese di maternità in più alle donne del suo team

Il Gruppo Unicomm (associato a Selex Gruppo Commerciale), ha infatti deciso di riconoscere un mese in più di congedo di maternità a carico dell’azienda a tutte le collaboratrici che diventeranno madri

Arca Commerciale, titolare delle insegne Famila, Famila Superstore, Famila Market e Svelto A&O della Romagna e delle Marche, come parte del gruppo Unicomm, ha scelto di riconoscere alle future mamme collaboratrici e dipendenti un mese in più di maternità a spese dell’azienda. Il Gruppo Unicomm (associato a Selex Gruppo Commerciale), ha infatti deciso di riconoscere un mese in più di congedo di maternità a carico dell’azienda a tutte le collaboratrici che diventeranno madri.

A partire dal mese di gennaio, questa agevolazione introdotta da Unicomm adrà ad aggiungersi, naturalmente, ai 5 mesi di maternità cosiddetta “obbligatoria” a carico dell’Inps. “Tante volte abbiamo letto o sentito dai media di donne che non sono state assunte per il timore che potessero avere figli - spiegano Marcello e Mario Cestaro, titolari del Gruppo Unicomm -. Noi abbiamo scelto di andare in controtendenza e di premiare invece chi ha il coraggio di investire sulla propria famiglia, perché pensiamo che sia il modo più efficace per costruire un futuro migliore per tutti noi”.           

“Come ci avete sentito spesso ripetere in questi anni, tra i valori al centro dell’agire di Unicomm c’è quello della famiglia - proseguono i fratelli Cestaro - ed è un principio che applichiamo anche all’interno dell’azienda, che amiamo definire proprio una grande famiglia, perché crediamo che i rapporti umani e di fiducia abbiano un valore inestimabile non solo nella vita, ma anche per il successo stesso di un’impresa".

“Non è un caso che lo slogan di uno dei nostri marchi più importanti è ‘Con noi sei in famiglia’ - aggiungono -. Perché questi valori li vogliamo incarnare anche nella relazione con chi frequenta i nostri negozi nella quotidianità. Il valore della famiglia spesso è considerato ‘fuori moda’, legato ad un tempo che è passato: noi crediamo invece che sia il più attuale di tutti e che possa essere ancor di più una guida in tempi complessi come quelli che stiamo vivendo”.    
   
Il Gruppo conta oggi su oltre 7500 collaboratori, dei quali più di 5000 sono donne, per cui questa misura potenzialmente si rivolge ad oltre il 65% dei collaboratori aziendali. Non solo, all’interno di Unicomm oltre il 60% delle donne utilizzano forme di lavoro part-time per la conciliazione vita-lavoro. Numeri che sono in controtendenza rispetto alla situazione del Paese, visto che secondo i dati del Censis in Italia le donne che lavorano sono 9 milioni e 768.000 e rappresentano solo il 42,1% del totale degli occupati, sebbene siano il 51,3% della popolazione. Nel 2018, con un tasso di attività femminile al 56,2% siamo all’ultimo posto nel ranking dei paesi comunitari condotto dalla Svezia, ove il tasso di attività femminile è pari all’81,2%, e lontanissimi dall’obiettivo del 75,0% che si è dato l’Unione Europea per il 2020.

“Riconoscere il mese in più di congedo di maternità è una misura che abbiamo fortemente voluto come azienda - conclude Giuseppe Curci, direttore Risorse Umane di Unicomm -. Perché non ha solo un valore materiale e di sostegno a chi sceglie con coraggio di investire sul futuro della propria famiglia e della nostra comunità, ma vuole anche avere un significato simbolico in un Paese che troppe volte scarica sulle donne il peso della gestione familiare e della crescita dei figli. Siamo fortemente convinti che tra gli obiettivi di un’azienda ci debbano essere attività di responsabilità sociale come questa: le imprese sono parte della società e come tali devono contribuire alla crescita e al benessere del territorio".
 
“La famiglia è al centro della nostra visione aziendale - conclude Giovanni Baldacci, presidente di Arca Commerciale - e con questa iniziativa vogliamo dare un riscontro concreto, offrendo alle neo mamme più tempo da dedicare ai figli. Sono tantissime le donne che collaborano con noi e sappiamo che per loro non è sempre facile coniugare famiglia e lavoro. Noi crediamo che il benessere della società sia responsabilità di tutti e come azienda ci impegniamo con azioni concrete come questa".
 

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