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Economia

Parte la "campagna d'autunno" degli agenti commercio per allentare la morsa del fisco

“Il settore degli agenti di commercio risente della crisi - rimarca Patrignani – ma nel Cesenate la tenuta della occupazione è ancora soddisfacente e nuovi giovani vogliono entrare nel mestiere"

Gli agenti di commercio cesenati chiedono risposte tempestive per consentire a una categoria storica di strategica importanza nel collegamento della filiera produttiva di poter stare più agevolmente sul mercato. Alla Fnaarc cesenate, tra i più antichi e radicati sindacati che fanno capo a Confcommercio (oltre 250 gli iscritti) la campagna d'autunno è già iniziata. “Si tratta di una battaglia – dice il presidente Fnaarc cesenate Corrado Augusto Patrignani – per allentare la morsa del fisco, che ha dato già i primi frutti, ma bisogna proseguire, soprattutto sul versante delle facilitazioni verso i giovani che vogliono intraprendere questa strada”.

“Fra le nostre richieste – rimarca il presidente Fnaarc cesenate -. spiccano l'esenzione del pagamento Inps per i primi tre anni di attività, calcolati comunque al termine della carriera a fini pensionistici. Quanto al pagamento dell'Irap è aperto un contenzioso: per la Cassazione, in presenza di “autonoma organizzazione” l'agente è esente dal pagamento dell'imposta, ma l'interpretazione della norma è ballerina, poiché non esiste chiarezza su quanti dipendenti, quali mezzi e quali proprietà determinino l'autonoma organizzazione. Inoltre Fnaarc chiede di elevare al 100% la deducibilità dei costi dell'autovettura, contro l'attuale 80% su un massimo di 25.822 euro annui, considerata dalla categoria una somma troppo bassa rispetto alle abitudini di spesa”.

“Il 20% degli agenti di commercio è donna -aggiunge Lisa Brigliadori, responsabile di Fnaarc cesenate - e Fnaarc ha ottenuto che il periodo di sospensione dell'incarico senza che la casa mandante possa recedere dal contratti sia alzato da 8 a 12 mesi. Tra le priorità spicca la riforma dell'Enasarco, la cassa di previdenza degli agenti di commercio, per mantenere l'autonomia dell'ente e la sua sostenibilità a garanzia del pagamento delle pensioni".

“Il settore degli agenti di commercio risente della crisi - rimarca Patrignani – ma nel Cesenate la tenuta della occupazione è ancora soddisfacente e nuovi giovani vogliono entrare nel mestiere come conferma anche l'alta affluenza ai corsi formativi per l'ingresso alla professione svolti dal centro formativo Iscom. Occore però che l'ambiente economico diventi più favorevole a chi svolge questo lavoro, anche a livello locale, dove deve essere assicurata la possibilità di circolare con meno intralci nei perimetri dei centri storici e nei giorni di blocco del traffico, giacché per l'agente rappresentante la agile e proficua mobilità è una condizione si ne qua non per poter lavorare".

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