Trevi alla conquista degli States: costruirà un tunnel fognario a Washington Dc

Attacca Stefano Trevisani: "Se il mercato estero continua a creare occasioni di sviluppo, lo stesso non si può dire per l’Italia dove permane, ormai da diversi anni, una situazione di stallo"

Trevi piazza altre bandierine negli Stati Uniti, in Medio Oriente e in Africa occidentale. L'azienda cesenate, specializzata in fondazioni e in lavori d’ingegneria del sottosuolo, si è infatti aggiudicata commesse per 75 milioni di dollari. "E’ grazie alla consolidata presenza in molte aree geografiche del mondo, alla riconosciuta esperienza e capacità tecnologica che Trevi continua ad avere un ruolo importante sul mercato internazionale - commenta l'amministratore delegato, Stefano Trevisani -. Le recenti acquisizioni, in special modo quella negli Stati Uniti, confermano la grande capacità di Trevi di saper affrontare sfide tecnologiche complesse. Se il mercato estero continua a creare occasioni di sviluppo, lo stesso non si può dire per l’Italia dove permane, ormai da diversi anni, una situazione di stallo, se non di recessione, negli investimenti per le grandi opere infrastrutturali che stanno penalizzando l’intero comparto".

I lavori negli States

Negli Stati Uniti TreviIcos, la filiale americana di Trevi, ha acquisito una commessa per eseguire le opere di fondazione del Northeast Boundary Tunnel (Nebt) a Washington Dc. Il Nebt sarà un tunnel profondo e di grandi dimensioni in grado di aumentare la capacità dell'attuale sistema fognario cittadino e ridurre la frequenza, la forza e l’impatto delle inondazioni, migliorando al contempo la qualità delle acque dell’Anacostia River. Il tunnel scorrerà tra 15 e 48 metri di profondità e sarà lungo oltre 8.220 metri. La joint venture Salini Impregilo e S.A. Healy ha assegnato a TreviIcos, la costruzione del supporto di scavo per i pozzi profondi e per le strutture superficiali, così come il miglioramento del suolo richiesto per la costruzione dei pozzi, le strutture superficiali e gli accessi che connettono il tunnel ai pozzi. 

Le opere in Medio Oriente

In Kuwait è stato acquisito il contratto per le opere di fondazione nell’ambito della realizzazione di 8 silos per la raccolta e stoccaggio di gas liquefatto naturale (Lng). I grandi silos, ognuno dei quali avrà una capacità di 225,000 metri cubi, saranno collocati nel nuovo terminal dedicato alle esportazioni marittime della raffineria di al-Zour, struttura commissionata dal Kuwait National Petroleum Corporation (Knpc) attualmente in fase di costruzione e situata a circa 90 Km a sud della capitale in prossimità del confine con l’Arabia Saudita.

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Sempre in Medio Oriente, a Dubai, Trevi sarà impegnata nella realizzazione delle fondazioni speciali di quella che sarà la più lunga pista da sci al coperto del mondo, e situata nel nuovo One Mall di Meydan. Quest’opera unica rappresenterà uno dei punti di forza dell’offerta turistica di Dubai e degli Emirati in vista di Expo 2020. Il One Mall è, infatti, il fulcro di un imponente piano di sviluppo urbano, situato tra Meydan e Al Khail Road non lontano del centro della città, e si prevede diventerà l’attrazione turistica più importante in occasione di Expo 2020. In Nigeria, la branch di Trevi si è aggiudicata lavori di fondazione nell’ambito della realizzazione di alcuni silos nella zona di Port Harcourt e di costruzioni ad uso commerciale-direzionale nella metropoli di Lagos.

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