Abusivismo a livelli allarmanti: al mercato l'83% degli stranieri non versa contributi

Stiamo vivendo in un'economia che premia il furbo e penalizza chi lavora in modo regolare. Questo è il quadro che emerge da una ricerca condotta dal centro studi della Confesercenti

Stiamo vivendo in un'economia che premia il furbo e penalizza chi lavora in modo regolare. Questo è il quadro che emerge da una ricerca condotta dal centro studi della Confesercenti cesenate sull'abusivimo, la contraffazione e l'economia sommersa.  Dai dati ottenuti si evince che chi ha un negozio o un'attività regolare e paga le tasse non può più reggere la concorrenza di chi, abusivamente o utilizzando escamotage spesso borderline, non paga i contributi ai dipendenti, paga tasse minime o non le paga affatto. 

Un esempio? Tra gli ambulanti stranieri dei mercati, le imprese prive di versamenti in Italia raggiungono quota 83%, praticamente tutte. Ma non sono le sole. Ci sono anche i circoli italianissimi, che lavorano da ristoranti, i taxisti privati che non pagano tutte le tasse come quelli che hanno regolare licenza, gli agriturismi che si possono chiamare così e si giovano di sgravi fiscali enormi grazie a un solo orto di pomodori, i mercatini di frutta a chilometri zero in cui si vendono le ananas, i venditori di fiori illegali che vendono le rose al 30% in meno dei fioristi regolari. Insomma è un'economia in cerca di regolamentazione, altrimenti rischia di morire.

"Il problema esiste anche a Cesena - ha spiegato Graziano Gozi, direttore della Confesercenti Cesenate - nella ricerca effettuata abbiamo parlato con un centinaio di attività sul nostro territorio e tutte ci hanno pregato di intervenire al più presto e di tenere alta l'attenzione sul tema perchè danneggia tutta l'economia, locale e non". "Durante le interviste  - gli fa eco Cesare Soldati, presidente di Confesercenti - abbiamo avuto anche molte segnalazioni spontanee di situazioni irregolari, a dimostrare che gli imprenditori seri e onesti vogliono che qualcosa cambi". 
E l'appello viene fatto proprio alle forze dell'ordine, Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia Municipale, presenti durante la relazione sulla ricerca e che hanno promesso maggiore attenzione, pur affermando che di controlli ne effettuano già molti e, soprattutto, che alcuni settori merceologici sono di difficile verifica. Un mercatino della frutta a chilometri zero, infatti, non è semplice da controllare per via del prodotto che, magari, una volta ce l'ha in vendita e la volta dopo no. Come si fa a multare? Servono controlli incrociati, verifiche sul campo, un'azione congiunta che necessita di segnalazioni precise anche da parte dei cittadini. 

L'attenzione è stata posta anche alle contraffazioni che girano sul web. Con l'aumento degli acquisti via internet sono aumentate anche le truffe e gli acquisti di prodotti contraffatti in Paesi che non sono l'Italia. "Sono numerose le denunce raccolte in questo ambito - ha spiegato Fabio Armetta, comandante del Nucleo operativo dei Carabinieri di Cesena - ma spesso è difficile intervenire perchè i Paesi di origine sono a migliaia di chilometri da qui. Comunque è importante che ogni cittadino segnali e collabori anche in questo senso. Per il resto, io che ho lavorato in altri parti d'Italia, soprattutto al sud, ritengo che Cesena sia abbastanza un'isola felice, però sicuramente va tenuta alta l'attenzione". 

Questi alcuni dati emersi dalla ricerca, curata dal centro studi il cui responsabile è Angelo Spanò. Il 94% degli imprenditori intervistati ritiene che l'abusivismo sia diffuso a Cesena. L'81% che ostacoli l'economia locale, il 70% che è collegato alla criminalità, il 71% ritiene che le norme vigenti siano poco efficaci, il 29% chiede maggiori controlli, il 16% pene più severe per chi sgarra e il 27% maggiore collaborazione con le forze dell'ordine. Il 60% è convinto che sia un fenomeno in crescita e il 70% pensa che riguardi anche Cesena. Infine il 78% si sente poco o per niente tutelato. 
"Anche se la soluzione non è semplice - ha concluso il sindaco Paolo Lucchi - è importante collaborare e confrontarci come stiamo facendo adesso. Va mantenuta alta l'attenzione su questo tipo di problemi, sensibilizzando il più possibile anche i cittadini, vittime finali di questa economia malata. Il danno non è solo per i commercianti regolari e onesti, ma per tutti noi. A  rischio è un sistema intero, non un singolo acquisto". 

di cui è responsabile Angelo Spanò)

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