Stoppati dal lockdown, ora possono partire: "Abbiamo fatto anche gli artigiani per il nostro locale"

L'emergenza Covid-19, infatti, ha rovinato i piani di aprire a fine febbraio/inizio marzo (proprio quando è iniziato il lockdown) e ha appesantito, a livello economico, l'apertura

Hanno temuto di dover rinunciare al loro progetto già avviato e ben definito. L'emergenza Covid-19, infatti, ha rovinato i piani di aprire a fine febbraio/inizio marzo (proprio quando è iniziato il lockdown) e ha appesantito, a livello economico, l'apertura - già difficile di per sè - di un nuovo locale con annessa pizzeria e cucina ristorante. Un locale tutto rimesso a nuovo con un investimento economico non indifferente. Stiamo parlando di "Roovido" in piazza del Popolo, nato dove prima c'era "Ghigo" e poi la "Gallina ubriaca". A gestirlo sono Mauro e Federico, con grande esperienza nel settore e molto attenti ai dettagli che, a questo punto, hanno deciso di aprirlo dopo la metà di giugno.

"E' stata molto dura e abbiamo avuto un momento di disorientamento - spiega Mauro Alba, uno dei due soci - Anche perché per far partire un'attività è normale fare investimenti, però poi si apre e si inizia a lavorare. Ma se per un motivo, come quello del coronavirus, non si riesce ad aprire e i costi vivi (affitti, bollette...) si devono pagare ugualmente, diventa tutto più difficile. Abbiamo dovuto fare qualche taglio ma soprattutto, visto che durante il lockdown anche gli artigiani erano fermi, abbiamo iniziato a fare qualche lavoretto nel locale io e Federico. Anche se il nostro lavoro è stare dietro a un bancone o fare pizze, con l'entusiasmo e la passione che ci contraddistingue abbiamo preso in mano pennelli e cacciaviti e abbiamo iniziato a mettere a posto quello che mancava. Alla fine, devo dire la verità, siamo stati anche bravi".

I posti all'interno, causa coronavirus, sono diminuiti. Da 70 che erano sono passati a 26 circa. All'esterno, fortunatamente, hanno avuto la possibilità di aggiungerne un po' arrivando a una sessantina di posti all'aperto posizionati a pochi metri dalla bellissima fontana Masini.
Perché Roovido? "Roovido perché deve ricordare la materia, la crosta del pane, la consistenza della pizza. Anche il materiale che abbiamo usato per rivestire il bancone, per esempio, una pietra vicentina, è particolare, si rompe con facilità, si modella, vive. Così come la juta, una fibra naturale, che abbiamo messo alle pareti".

La caratteristica principale del locale, in cui sarà operativa una squadra di sette dipendenti più Mauro e Federico, è che aprirà dalla mattina, con colazioni e biscotti fatti in casa, per passare a pane e pizza sempre fatti a mano e accompagnati da piatti della cucina romagnola. Poi ci sarà lo spazio per gli aperitivi con sfizioserie varie, per finire la sera con ristorante o  pizzeria gourmet, accompagnata da cocktail, birre particolari o un buon calice di vino.

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La pizza? "Non esiste una pizza così a Cesena - spiega ancora Mauro,che alle spalle ha anni di esperienza come panificatore nell'ottima scuola di San Patrignano - Sarà una via di mezzo tra la stirata romana e la pizza al tegamino. Fondamentale sarà il lievito madre e la maturazione di 48 ore. Poi faremo anche la pizza tradizionale con il cornicione alto. I gusti? Ne abbiamo veramente di tutti i tipi, ma quelle che stupiranno di più sono quelle gourmet. Un esempio è la izza al vitello tonnato oppure pizza con crema di gorgonzola e mascarpone, prosciutto crudo, noci e miele. Pizze tutte da scoprire". 

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