Patrignani: "Fase due, serve più coraggio, fare ripartire prima le imprese"

"C’è chi ha scritto che questa si configura come una fase uno e mezzo, piuttosto che due. No dimentichiamo che stiamo parlando di imprese senza reddito, costrette a non lavorare e con costi da pagare"

"Confcommercio cesenate si aspettava più coraggio da parte del Governo nella varo della fase due. Ristoranti e pubblici esercizi riaperti dal 1° giugno e attività commerciali dal 18 maggio ci paiono date ritardate, nel senso che quegli imprenditori sono in grado già da ora di rispettare i protocolli, che debbano essere realizzati con tempismo e condivisi. Lavoro e salute non sono in contraddizione, e si può tornare a lavorare con tutte le misure per contrastare i contagi, peraltro in calo. In queste senso le nostre categorie non sono certo soddisfatte per l’annuncio da parte del premier Conte avvenuto domenica sera della data della riapertura per pubblici esercizi e negozi". Lo afferma il presidente di Confcommercio cesenate Augusto Patrignani.

"C’è chi ha scritto che questa si configura come una fase uno e mezzo, piuttosto che due. No dimentichiamo che stiamo parlando di imprese senza reddito, costrette a non lavorare e con costi da pagare. Chiediamo dunque a Governo e anche alle Regioni, che confidiamo possano favorire una accelerazione dei tempi, più coraggio. L’emergenza economica e occupazionale è drammatica. In questa tempesta, Confcommercio continua ad accompagnare le imprese nella lunga traversata di cui ore si vede in ogni caso la luce in fondo al tunnel. Il Decreto Imprese non ha per nulla risolto i problemi di liquidità delle imprese e Confcommercio chiede al Governo di fare di più e fare in fretta, con contributi a fondo perduto, stanziando prestiti di dotazione finanziaria adeguata, aumentando la soglia dei 25mila euro per quelli garantiti al cento per cento, azzerando la burocrazia e rinviando ulteriormente le scadenze fiscali. I prestiti vanno rimborsati ben oltre gli attuali sei anni e servono misure di compensazione dei danni subiti. Le imprese vogliono riaprire subito in sicurezza, e sono pronte. In particolare scalpitano quelle turistiche che attendono i protocolli. Non si può più perdere tempo, l’estate incalza, La vacanza degli italiani va salvata e la stagione turistica deve partire".

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"La Romagna è pronta ad accogliere a braccia aperta i turisti italiani. Abbiamo dei grandi imprenditori turistici, che sono pronti a partire, ma va data loro certezza. Anche al livello territoriale servono politiche straordinarie di sostegno a commercio, terziario e turismo, per quelle che sono le competenze dei Comuni. La diminuzione degli affitti è una questione dei privati, ma la modulazione Imu aspetta all’ente pubblico, ed è solo un esempio. I tributi vanno ridotti, la Tari rimodellata al ribasso, non fatta pagare per il periodo di chiusura delle attività e ricalcolata tenendo conto della diminuita produzione dei rifiuti. A ristoranti, bar e negozi va concesso gratuitamente suolo pubblico. La mobilità privata, strategica per contrastare il virus, va sostenuta con parcheggi diffusi e convenienti nel costo, gratuiti nelle prime ore del pomeriggio. Confcommercio ha sempre detto che le imprese vanno coccolate.  Se salvaguardare il lavoro è il problema di tutti, di riflesso lo è anche quello di sostenere le imprese, attraverso una road map, un percorso di ripartenza tempestivo ed efficace. Più coraggioso di quello che è stato annunciato".

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