Economia

"Green Pass" obbligatorio, nodo controlli per i locali: chi si adegua e chi transenna i posti a sedere al chiuso

E' diventato obbligatorio il green pass per accedere all'interno di bar e locali e, visto che sulla modalità di controllo le linee guida non sono chiarissime a tutti, ognuno si attrezza un po' come vuole

C'è chi ha transennato la parte interna del locale con sedie e tavoli, limitando l'accesso solo a chi consuma al bancone o si siede all'aperto. Chi invece si è già attrezzato e ha collocato un  segnaposto al centro di ogni tavolo con la richiesta del green pass per ogni cliente. E poi ci sono quelli, la maggior parte, chiusi per ferie e che possono evitare l'imbarazzo dei primi giorni. Da oggi, infatti, è diventato obbligatorio il green pass per accedere all'interno di bar e locali e, visto che sulla modalità di controllo le linee guida non sono chiarissime a tutti, ognuno si attrezza un po' come vuole.

Green Pass: le nuove regole

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"Noi per ora lavoriamo all'aperto - spiega Luca di Foodie - al green pass ci penseremo a ottobre e chissà quante cose saranno cambiate a quella data. Comunque abbiamo già stampato e messo nel locale le linee guida da seguire. Noi chiederemo il green pass ma sembra che sia nostra discrezione chiedere i documenti, non è un obbligo. Così alla fine, diventerà una cosa all'italiana. Molti faranno vedere un green pass ma i gestori dei locali non sapranno con certezza se è quello del cliente oppure di un altro. Noi magari all'inizio chiederemo anche i documenti, poi vedremo come evolve la situazione".

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Diversa la posizione alla pasticceria Olivi in via Canonico Lugaresi, a fianco del Mercato del mercoledì e del sabato, che da stamattina hanno transennato la ventina di posti a sedere a disposizione all'interno del locale affiggendo alla porta il cartello che "dal 6 agosto la consumazione all'interno del bar sarà consentita solo al banco". "Ma come facciamo noi durante i giorni di mercato - spiegano da dietro al banco - O facciamo i caffè o i controlli. Ci dobbiamo mettere a chiedere i documenti e dopo il documento anche il green pass, controllare che corrisponda il nome... Insomma mi sembra un po' complicato. Siamo già stati penalizzati molto, ora ci voleva anche questa. Noi vogliamo solo lavorare. Quindi per ora lavoriamo coi tavoli all'esterno, poi ci penseremo".

Al Babbi Caffè del Palazzo del Ridotto, invece, si sono già organizzati da qualche giorno e hanno affisso un cartello alla porta in cui si informa il cliente che per salire al soppalco e sedere all'interno è «necessario esibire in cassa green pass + documento d’identità». Ovviamente nessun imprenditore è contento di aver da sbrigare una procedura in più e rispettare un obbligo che magari limita gli accessi al suo locale, ma molti si sono adeguati subito alla luce delle condizioni eccezionali che stiamo vivendo. Il discorso che fanno è "Meglio così che chiusi". Uno di questi è Massimo del bar Wilson, in via Martiri della Libertà, accanto ai giardini di Serravalle. "Noi abbiamo già stampato l'informazione relativa al green pass per i clienti collocandola su ogni tavolo all'interno - spiega Massimo - Per fortuna per noi è più facile fare i controlli perché la nostra è un clientela di affezionati, li conosciamo un po' tutti. Comunque faremo quello che dice la legge, controlleremo il green pass chiedendo anche il documento (per quei clienti che non conosciamo) a tutti coloro che vogliono stare all'interno". 

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