Welfare, due nuovi centri per anziani e più sostegno al lavoro

Attuare nel concreto gli indirizzi del Piano di Zona per la Salute. E, soprattutto, continuare a rispondere ai crescenti bisogni dei cittadini pur avendo a disposizione meno soldi

Attuare nel concreto gli indirizzi del Piano di Zona per la Salute. E, soprattutto, continuare a rispondere ai crescenti bisogni dei cittadini pur avendo a disposizione meno soldi. E’ questa la sfida del Programma attuativo 2011, cioè il documento che definisce puntualmente le attività sociali e quelle rivolte alla non autosufficienza da portare avanti nell’anno in corso nel distretto Cesena-Valle Savio. Al centro del Programma attuativo c’è l’obiettivo condiviso di avviare un percorso di innovazione e riorganizzazione della rete dei servizi.

Prendendo le mosse da questi principi è stato messo a punto un programma che non solo riesce a mantenere e a consolidare i servizi esistenti, ma a progettarne di nuovi. Da questo punto di vista, fra le novità più rilevanti, l'apertura di due nuovi centri diurni per anziani. Uno troverà sede presso la casa protetta Violante Malatesta e sarà dedicato specificamente alle persone affette da demenze e dal morbo di Alzheimer, mettendo a disposizione 20 posti. Realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio, aprirà i battenti in autunno. Il secondo, invece, con 5 posti, troverà sede presso Casa Insieme di Mercato Saraceno. Sempre sul fronte del potenziamento dei servizi, c’è da registrare l’implementazione delle borse lavoro per le persone in difficoltà a causa della crisi e le nuove modalità previste per la presa in carico delle persone con disabilità e delle loro famiglie nell’ambito di un percorso denominato “Progetto di vita” che verrà condiviso dalle assistenti sociali con gli stessi disabili e i loro famigliari.  Per assicurare una sempre maggiore equità, inoltre, è prevista anche per i servizi di questo ambito l’applicazione del cosiddetto “quoziente Cesena”, cioè la definizione di compartecipazione alla spesa dei servizi sulla base dell’Isee.

Il Programma entra ora nella fase operativa, dopo l’ok del Comitato di distretto, titolare dell’approvazione definitiva, il dovuto confronto con la commissione consiliare competente (avvenuto lunedì scorso) e il verbale di accordo siglato fra i Comuni le rappresentanze sindacali.

“Delineare il Programma attuativo – sottolineano il Sindaco Paolo Lucchi e l’Assessore alle Politiche per il Benessere dei cittadini Simona Benedetti - è sempre un compito molto delicato, ma nell’attuale fase diventa ancora più complesso: da una parte, infatti, ci sono la continua crescita dei bisogni legati ai mutamenti sociali e demografici (come ad esempio l’invecchiamento della popolazione), il progressivo impoverimento delle famiglie e tutti gli altri effetti della crisi economica. Insomma, tutti fattori che indicano la necessità di rafforzare la rete dei servizi. Dall’altra, però, dobbiamo fare i conti con la riduzione delle risorse disponibili a causa dei tagli decisi dal Governo sul complesso dei fondi nazionali a carattere sociale e sociosanitario: basti dire che per il 2011 risulta azzerato il Fondo per la non autosufficienza, mentre il 2012 si prospetta ancora più difficile. Di fronte a questo quadro abbiamo ritenuto fondamentale delineare la programmazione degli interventi con il massimo coinvolgimento di tutte le realtà sociali interessate: sindacati, cooperative sociali, mondo del volontariato. Il documento finale è scaturito da un percorso partecipato avviato il 24 marzo con il convegno dedicato al welfare con la presenza dell’Assessore regionale Marzocchi e proseguito nei mesi successivi con dieci incontri che hanno visto la partecipazione di oltre 200 persone. Si è trattato di un’esperienza impegnativa ma molto stimolante, che ha evidenziato ancora una volta il grande senso di responsabilità che caratterizza il nostro mondo del sociale e che va incoraggiato e sostenuto. Una esperienza che ci conferma, oggi, come la programmazione partecipata, fatta con il concorso di tutti i soggetti interessati, sia davvero la risorsa più importante, su cui continuare a far leva”.

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Al centro del Programma attuativo c’è l’obiettivo condiviso di avviare un percorso di innovazione e riorganizzazione della rete dei servizi, in modo da renderla più efficace e sostenibile rispetto ai nuovi bisogni. Questo in vista della definizione strategica di un nuovo welfare di comunità, imperniato su tre principi fondamentali. In primo piano, la centralità del ruolo pubblico nelle funzioni di regia della rete dei servizi (programmazione, accesso, presa in carico, monitoraggio, controllo, valutazione). Ma altrettanto importante è considerata la valorizzazione delle capacità progettuali e gestionali, di innovazione e supporto del privato sociale e dell’associazionismo in un’ottica di sussidiarietà, elemento chiave del sistema di servizi presente ma anche futuro. Infine, ma non ultima per importanza, la definizione di un sistema di accesso e di finanziamento dei servizi capace di individuare meglio le priorità di intervento sulla base delle risorse pubbliche disponibili e delle complessive capacità e risorse delle famiglie, secondo i concetti di equità e pari opportunità. A confermare che non tutti i bisogni sono da considerarsi, pur nel rispetto dei diritti individuali e della normativa vigente, urgenti ed uguali.
 

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