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"Vogliamo condividere la loro storia con la città, le tre ciminiere 'testimoni' silenziose di Cesena

“Con questo progetto – commenta Michele Di Giacomo di Alchemico Tre – vogliamo restituire una storia a queste tre torri per condividerla con la città, rivolgendoci in particolare alle nuove generazioni"

Grandi, alte, rosse, isolate, talvolta nascoste. Testimoni silenziose della storia di Cesena, complici di eventi e guardiane della notte, le tre ciminiere, simbolo del mondo del lavoro e dei lavoratori, tornano al centro del dibattito pubblico grazie all’omonimo progetto della compagnia “Alchemico Tre” che si è aggiudicato il bando della Regione Emilia-Romagna “Memoria del Novecento”, lanciato a sostegno dello studio, della ricerca e della raccolta di testimonianze legate ai luoghi della Memoria e ai percorsi regionali ad essa collegati.

“Tre ciminiere” (https://www.alchemicotre.com/mappa) è un progetto volto alla ricerca e alla riscoperta del passato che si nasconde dietro a questi tre monumenti che maestosi osservano dall’alto la città. La ciminiera dell’ex Zuccherificio, sul fianco del fiume Savio, circondata oggi dalla città universitaria e da un quartiere. La ciminiera della Fabbrica Arrigoni, che sorge davanti alla stazione ferroviaria, oggi nascosta tra la biblioteca universitaria dell’Alma Mater Studiorum, il Liceo Classico “Monti” e un ristorante di hamburger. La ciminiera di Via Fattiboni, unica superstite del rudere del primo mulino a vapore della città, appena visibile tra muri distrutti e case moderne.

“Con questo progetto – commenta Michele Di Giacomo di Alchemico Tre – vogliamo restituire una storia a queste tre torri per condividerla con la città, rivolgendoci in particolare alle nuove generazioni. Sul sito di Alchemico è possibile viaggiare attraverso una mappa cittadina, camminare per le vie fino ad arrivare alle Tre Ciminiere e scoprire le loro storie grazie a schede informative e brevi documentari realizzati da me e da Emilio Rossi, arricchiti da animazioni e fotografie realizzate da Chiara Pavolucci, per mostrare quello che oggi non esiste più. Tre testimoni, il figlio di uno dei dirigenti dell’Arrigoni Furio Kobau, il comproprietario dell’ex mulino di via Fattiboni Giuseppe Biagini e l’ex tecnico saccarifero Sfir Lorenzo Aldini, ci raccontano del passato di ogni ciminiera, di ogni fabbrica, dei lavoratori coinvolti in quelle fabbriche, attraversando le epoche fino al nostro presente”.

“Dare la possibilità ai cesenati e ai nostri giovani di conoscere la storia delle tre ciminiere – commentano gli Assessori alla Cultura Carlo Verona e alla Programmazione Urbanistica Cristina Mazzoni – significa raccontare la città svelandone gradualmente la sua identità segnata in modo indelebile dal progresso urbano. Al centro dei tre luoghi della memoria, che rappresentato una parte fondamentale dell’identità della nostra città essendo stati poli attivi per la prima metà del Novecento, c’è la cultura del lavoro e non meno del sacrificio di tutte quelle generazioni che con impegno hanno contribuito alla crescita del nostro territorio e verso le quali abbiamo un grande debito. A partire dai primi del Novecento, grazie all’innata lungimiranza dei cesenati, si sviluppa sul territorio il comparto industriale, che dalla civiltà contadina abbandona i campi per entrare in fabbrica. Questo progetto, attraverso l’uso di video, la digitalizzazione di contenuti legati ai tre luoghi cittadini e le interviste raccolte, ci restituisce pertanto una parte di città che non possiamo perdere o trascurare e che certamente sarà centrale anche nelle progettazioni future di questa Amministrazione”.

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