Cronaca

Vivevano all'estero con l'assegno sociale italiano: la frode di 18 stranieri

Hanno chiesto all'INPS l'assegno sociale, quella che viene comunemente chiamata la "pensione minima" ma poi di fatto non vivevano più in Italia, essendo tornati da anni nei loro paesi d'origine

Hanno chiesto all'Inps l'assegno sociale, quella che viene comunemente chiamata la “pensione minima” ma poi di fatto non vivevano più in Italia, essendo tornati da anni nei loro paesi d'origine.  A scovarli è stato un accertamento dei carabinieri del Reparto Operativo di Forlì-Cesena, in collaborazione con la Direzione Provinciale dell'Inps di Forlì. Il controllo è partito tutto dalle segnalazioni dell'ente previdenziale che ha voluto vederci chiaro sui 330 stranieri titolari del beneficio nella provincia di Forlì-Cesena.

L'assegno sociale viene erogato a soggetti che si trovano in condizioni economiche disagiate (sotto i 5.800 euro annui per i singoli e 11.600 euro per i coniugi) ed hanno 65 anni e 7 mesi d'età. Il beneficio per gli anziani più poveri non riguarda solo gli italiani, dato che possono avere accesso anche gli stranieri extracomunitari purché vivano stabilmente in Italia (e quindi non si allontanino dal nostro Paese per più di 30 giorni) e abbiano 10 anni di residenza effettiva, stabile e continuativa. I carabinieri di Forlì-Cesena, comandati da Luca Politi hanno sottoposto ad accertamento circa una cinquantina dei 330 stranieri che beneficiano della “minima” (che è un assegno mensile da 448 euro). I militari, in particolare, hanno verificato l'effettiva presenza in Italia dei soggetti e sono state scoperte ben 8 persone, quattro uomini e quattro donne, che in realtà percepivano l'assegno pur trovandosi all'estero stabilmente (in Argentina, Marocco, Albania, Serbia e Ucraina). Questi anziani hanno quindi avuto dall'Inps importi variabili tra i 3.600 e i 21.300 euro, per un totale di circa 110mila euro di assistenza sociale pagata a chi non ne aveva diritto. 

Nel caso più grave, una donna che abitava un tempo nel Comune di Gatteo percepiva da oltre 4 anni l'assegno sociale, pur non vivendo in Italia, essendo perfino cancellata dall'anagrafe (emerge quindi anche un disallineamento tra registri dell'Inps e dei Comuni) e non avendo in Italia neppure un parente, ma solo un conto corrente d'appoggio in cui l'ente pubblico versava regolarmente il suo contributo mensile. Gli altri sette casi sono stati accertati nel Comune di Forlì (3 casi), a Cesena (1 caso) e negli altri comuni del territorio.

Oltre a queste 8 persone, che sono finite denunciate per “indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato”,  i militari hanno trovato altre 10 posizioni di persone che non ricadono nel penale, ma nell'illecito amministrativo, essendo le somme minori le somme frodate. Questi 10 anziani invece hanno ottenuto illecitamente complessivamente 18mila euro, in gran parte per non aver comunicato all'Inps assenze prolungate all'estero ai fini della sopensione per quelle mensilità del contributo. Nel loro caso sono state già emesse multe per un totale di 54mila euro. L'Inps, inoltre, ha già avviato le procedure per recuperare i 128mila euro frutto del raggiro dei 18 stranieri, anche se sarà tutt'altro che facile data l'effettiva residenza all'estero dei “furbetti”. 

Commentano il comandante provinciale Luca Politi e il comandante del Reparto Operativo Gianluigi Cirtoli: “Grazie a questa collaborazione con l'Inps, da cui sono partite fattivamente le segnalazioni, i carabinieri continueranno gli accertamenti sulla totalità delle 330 posizioni di stranieri che percepiscono l'assegno sociale. Non solo, allargheremo il raggio d'azione anche ad altri tipi di benefici, come le case popolari”. All'Arma sono giunti i complimenti del sindaco Paolo Lucchi: "Il positivo esito dell’indagine, che pare non essere conclusa, contribuirà senza dubbio a rinsaldare quel rapporto istituzioni/cittadini che parte proprio dalla consapevolezza di essere parte di uno Stato in grado di punire coloro che non rispettano norme oggi fondamentali, come quelle che regolano  le prestazioni economiche erogate in favore dei cittadini che si trovano in condizioni economiche particolarmente disagiate".

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