Splendido esemplare di vipera avvistato sul monte Fumaiolo - LE IMMAGINI

Troppe volte il nome della vipera viene fatto in maniera negativa, ma in realtà l'animale tende a evitare il più possibile l'uomo, per lei una reale fonte di pericolo.

Un bellissimo, anche se per molte persone questo aggettivo risulterà "inadatto" per questo genere di rettile, esemplare di "vipera aspis" è stato avvistato e fotografato sul Monte Fumaiolo da Andrea Boscherini. Come spiega lo stesso Boscherini, naturalista di professione e grande esperto in particolare del nostro appennino, "è stata la vipera stessa ad avvisare della propria presenza con il suo tipico 'soffio'".

"Il sibilo, non a caso, è un segno di difesa, non di aggressività. La vipera morde solo se si sente aggredita, evitando volentieri di sprecare il suo prezioso veleno, utilizzato per uccidere le sue prede, e non animali della nostra dimensione". Troppe volte infatti il nome della vipera viene fatto in maniera negativa, ma in realtà l'animale tende a evitare il più possibile l'uomo, per lei una reale fonte di pericolo.

"Il caldo di questi giorni ha risvegliato lungo molti dei rettili dal periodo di ibernazione invernale, compresa la vipera  - dice ancora Boscherini -  Molti escursionisti si chiedono spesso come riuscire a distinguerla dai colubridi. Innanzitutto ha la pupilla verticale mentre i colubridi hanno la pupilla rotonda. Possiede numerose e piccole squame sul capo mentre i colubridi ne hanno poche e di grandi dimensioni. La sua coda - illustra Boscherini nella sua pagina Facebook - ovvero la parte di corpo successiva alla cloaca, appare corta e tozza (in particolare nelle femmine) creando un effetto "collo di bottiglia" mentre nei colubridi è lunga e affusolata".

"Al contrario di quel che si pensa, la forma del capo non è un carattere distintivo poiché i serpenti non velenosi tendono ad appiattirla quando sono in pericolo, facendola assomigliare a quella della vipera; anche la livrea "a cerniera" e il colore non sono caratteristiche attendibili, se non agli occhio di un esperto, poiché vi sono specie di colubridi con livrea molto simile", conclude nella sua disanima l'esperto naturalista. Insomma: buona conoscenza degli animali, attenzione, occhi e orecchie aperte e un paio di scarponcini sopra la caviglia e la vipera non sarà mai un pericolo durante le nostre avventure in Appennino.

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