Violenza sulle donne, Mille papaveri rossi: "La repressione non è la soluzione: serve prevenzione"

In occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, in merito al tema molto sentito interviene anche il comitato Mille Papaveri Rossi di Cesena

In occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, in merito al tema molto sentito interviene anche il comitato Mille Papaveri Rossi di Cesena. "Abbiamo letto e discusso molto in questi giorni sul tema femminicidio: ciò che abbiamo notato è che per i più manca una visione ampia del problema. Vorremmo ricordare che il femminicidio è la conclusione di un lungo percorso di violenze, psicologiche, emotive e fisiche. All'atto drammaticamente conclusivo, si arriva attraverso la resistenza e il diniego della donna. Purtoppo non si discute a sufficienza del fatto che la violenza è di diverse forme e ambiti, è strutturata nella società ed è applicata quotidianamente. Un esmpio è la violenza istituzionale, che attraverso il DDL Pillon ostacola le nostre scelte, innescando di fatto una violenza di genere. Come anche i pacchetti sicurezza e le leggi sul femminicidio sono interventi che si attivano a violenza compiuta. Ciò che riteniamo invece emergenza è la necessità di una progettazione preventiva e che il femminicidio non venga collocato nel contesto ristretto della coppia. Lo dicono gli oltre 6 milioni di donne che nel corso della propria vita hanno subito violenza. La violenza va inserita nel contesto sociale, con tutto ciò che ne consegue. Inoltre la violenza non può essere affrontata, come peraltro viene fatto da questo come dal precedente governo, attraverso la repressione, perchè non è la soluzione, ancor più quando è lo stesso governo a generare violenza con le sue pratiche. Noi crediamo che sia necessario insistere sull’educazione alle differenze e all’affettività, e che questo non sia ostacolato dalla chiese. Che si prendano posizioni nette contro i medici obiettori, che vengano attuate riforme del lavoro che non ci impoveriscano e precarizzino e portino l'inquadramento economico al pari di quelli maschili, che non chiudano i centri anti-violenza, che aprano case protette per donne e minori vittime di abusi. Riteniamo il femminicidio la parte visibile di un degrado socio culturale".

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