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Villa Torlonia Teatro rinvia tre spettacoli e lancia l'abbonamento fiduciario

A causa dell’incertezza del momento l'abbonamento diventa fiduciario, si potrà scegliere il posto e pagare il biglietto (ridotto) nel giorno di spettacolo

Al seguito del DPCM del 24 ottobre 2020 che sospende gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali fino al 24 novembre 2020, anche Villa Torlonia Teatro ha rivisto la sua programmazione.  Pertanto, nel cartellone della stagione teatrale 20|21 di Villa Torlonia Teatro vengono annullati i seguenti spettacoli (con il fermo intento di riprogrammarli al più presto): “Tutto quello che volevo. Storia di una sentenza” di e con Cinzia Spanò (7 novembre), “Pinocchio un pezzo di…” spettacolo della rassegna per ragazzi e famiglie (15 novembre) e l'appuntamento di “Digitali purpurei. Gli youtuber vanno in scena” di domenica 22 novembre con Costanza Polastri.

“Per quanto riguarda gli abbonamenti - spiega Stefano Bellavista, co-direttore di Villa Torlonia Teatro - data l’incertezza della situazione, riteniamo opportuno trasformare la campagna abbonamenti istituendo quello che chiameremo ‘abbonamento Fides’, ovvero la possibilità da parte degli spettatori di fissare la propria poltrona e di pagare (ridotto) di volta in volta il giorno dello spettacolo. Un gesto di fiducia reciproca, per consolidare la nostra giovane comunità teatrale”. Fides è il titolo di una poesia di Giovanni Pascoli, oltre che il nome di una divinità in epoca romana a simboleggiare il rispetto della parola data è il fondamento di ogni ordine sociale e politico.

“Siamo stati colti di sorpresa da questo ultimo DCPM – ha aggiunto Roberto Mercadini co-direttore teatrale insieme a Bellavista – Eravamo pronti con tutte le procedure volte a garantire la massima sicurezza per gli artisti e gli spettatori. Siamo molto amareggiati. Con la speranza di poter riprendere la programmazione dopo questa sospensione. Siamo inoltre consapevoli dell'estrema difficoltà dei lavoratori dello spettacolo, per questo riprogrammiamo i 3 spettacoli che a causa di questa sospensione non potranno andare in scena nelle date previste”.

“Troviamo mortificante – continuano Roberto Mercadini e Stefano Bellavista - constatare quanta poca considerazione si sia tenuta nei confronti del settore dello spettacolo, perché pur nell'intento comprensibile di limitare le occasioni di spostamento e assembramento di persone, con il DPCM si è scelto di intervenire in settori evidentemente considerati fra i meno rilevanti e oppositivi della filiera socio-economica del paese fra cui appunto teatro, cinema e musica dal vivo.

Il nostro pubblico può acquistare il biglietto on-line evitando la calca al botteghino, può accedere ordinatamente alla sala teatrale attraverso un ampio foyer, può disporsi su poltrone distanziate. Le sedute e gli spazi teatrali verrebbero sanificati da una società specializzata prima di ogni spettacolo, il sistema di aereazione prevede l’immissione in sala di aria esterna a ciclo continuo evitando il sistema a ricircolo di aria filtrata. Perché l’insieme di questi interventi induce a classificare il nostro teatro meno sicuro ad esempio di un centro commerciale? Il teatro d’arte dal vivo, così come anche la musica o il cinema, sono discipline, linguaggi, che riescono a coniugare il piacere per la rappresentazione e la fruizione di bisogni e passioni rilevanti per molte persone che vivono civilmente le nostre comunità”.

“A noi non interessa essere consolati con l'assicurazione di un ristoro, anche perché sappiamo bene che le modalità di assegnazione sono elitarie e inique.  - concludono i due direttori - Gran parte delle risorse vanno ai teatri stabili già abbondantemente finanziati dal FUS e le modalità di assegnazione sono kafkiane, escludendo di fatto l'accesso a gran parte delle piccole organizzazioni locali che scelgono di promuovere un’attività teatrale indipendente e non omologata. Vorremmo insomma potere tornare a svolgere quanto prima l’attività teatrale per la quale ci siamo impegnati nei confronti della committenza pubblica, degli artisti e degli spettatori, dimostrando di potere essere organizzatori scrupolosi e affidabili che, pur consapevoli della complicata situazione con cui siamo chiamati a convivere, chiedono di non essere annichiliti per decreto".

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