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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca

L'italiano tra le materie d'esame: viaggio istituzionale per le scuole romagnole in Russia

"Sono stati due i principali obiettivi istituzionali del viaggio, ed entrambi di ampia caratura - esordisce Bini -. l’internazionalizzazione dei curricoli e la possibilità che l’italiano venga riconosciuto tra le discipline d’esame"

"Ogni lingua appartiene a tutta l’umanità, non solo al suo popolo; quindi ogni popolo, salvaguardando la propria lingua, salvaguarda l’umanità". Sotto l’egida di questa forte e bella suggestione, che è stata offerta nel suo intervento da Paolo Corbucci, funzionario del Miur, si è svolto dal 23 al 27 marzo scorsi il viaggio istituzionale in Russia, che ha coinvolto un gruppo di Dirigenti di scuole in cui s’insegna russo curricolare. La Romagna è stata rappresentata dalle dirigenti Simonetta Bini, del Liceo Linguistico “Ilaria Alpi” di Cesena, Valeria Gabrielli, dell’Istituto “Marco Polo” di Rimini e Sandra Villa, del Liceo “G. Cesare-M. Valgimigli” di Rimini.

Sono stati due i principali obiettivi istituzionali del viaggio, ed entrambi di ampia caratura - esordisce Bini -. l’internazionalizzazione dei curricoli e la possibilità che l’italiano venga riconosciuto tra le discipline d’esame che, secondo il sistema russo, offrono crediti utili per l’Università. In Italia il russo è già studiato in modo curricolare, in Russia, invece, l’italiano è opzionale: l’impegno del Miur è teso al riconoscimento di scuole bilingui e biculturali da parte del Ministero Russo, in un rapporto di piena reciprocità. Ma si è anche parlato di formazione dei docenti, borse di studio, scambi e stage, protocolli di collaborazione. Insomma, un confronto di ampio orizzonte".

"Con questo scopo, molto significative sono state non solo le giornate seminariali organizzate con gli istituti culturali russi presso il consolato italiano a San Pietroburgo, e a Mosca, con la presenza dei consoli, ma anche le visite alle scuole, che hanno permesso di fare esperienza di uno spaccato del sistema scolastico russo - prosegue la dirigente del Liceo Linguistico -. Entrambi i consoli hanno affermato che c’è una grande domanda d’Italia in Russia, e che è una responsabilità particolare sostenere questa domanda. Si può aggiungere che la cultura e la lingua possono essere il reale sostrato e il valore aggiunto dell’economia che, se privata della dimensione etica e conoscitiva, corre il rischio di ridursi a cinico sistema di profitto. La scuola, in questo senso, ha un ruolo privilegiato, e questo è apparso nella sua reale evidenza".

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