Ponte Abbadesse, "Con la nuova circolazione vogliamo tutelare ciclisti e pedoni"

Sulla questione intervengono il presidente del Quartiere Cesuola, Amleto Gazza, e l'assessore ai Lavori Pubblici, Maura Miserocchi

I cittadini di Ponte Abbadesse si sono mobilitati con una petizione relativa al piano di sicurezza stradale attuato fra la scuola, il cimitero e via Garampa. Sulla questione intervengono il presidente del Quartiere Cesuola, Amleto Gazza, e l'assessore ai Lavori Pubblici, Maura Miserocchi, specificando che "si tratta dell’ultimo intervento di un piano più ampio che ha riguardato diverse aree della città e che, nel Quartiere Cesuola, negli anni scorsi ha visto la riorganizzazione della zona del Monte, di quella dell’Osservanza e delle strade che collegano la scuola elementare al campo sportivo di via Lanciano".

"Il principio che ispira questo genere di interventi, tanto a Ponte Abbadesse quanto nelle altre frazioni della città, è la tutela dei cosiddetti utenti deboli della strada (pedoni, ciclisti, disabili e passeggini) - proseguono Gazza e Miserocchi -. Dare ordine alla circolazione, alla velocità di percorrenza ed alla sosta serve essenzialmente a questo, sviluppando un elemento culturale moderno (già diffuso nei Paesi europei più avanzati) a cui l’amministrazione comunale fa riferimento (ed il Pums muove esattamente in questa direzione) e su cui il Quartiere Cesuola si è da sempre impegnato".

"Nel caso specifico di Ponte Abbadesse, si è inteso garantire ad ogni abitazione e pedone la continuità del percorso pedonale dalla propria residenza a qualsiasi destinazione interna al quartiere - continuano -. Si sono così regolate le strade con il senso di marcia condizionato dalla larghezza stradale: ciò ha comportato, nelle strade di larghezza limitata e prive di marciapiede e specifiche aree di sosta, l’istituzione del senso unico. Infine è stata regolata la sosta con singoli posti auto dove la loro presenza era compatibile con la larghezza stradale, la esigenze di circolazione e di svolta e, soprattutto, la necessità di accesso pedonale alle abitazioni e di ingresso ed uscita dai numerosi e continui passi carrai".

"Gli stessi residenti hanno sempre sollecitato, com’è naturale, di non realizzare i parcheggi che potevano impedire di accedere alle proprie abitazioni - viene specificato -. Si intende così contrastare la cattiva abitudine, purtroppo ancora presente, di posteggiare indiscriminatamente su entrambi i lati della strada, senza tenere in alcuna considerazione gli accessi delle abitazioni. Come in tutti i progetti di ridefinizione della viabilità delle frazioni, quello in questione è stato discusso in assemblee pubbliche organizzate dal Quartiere il 29 febbraio ed il 16 maggio 2016, alle quali hanno partecipato molti cittadini. In quelle occasioni è stato possibile ascoltare l’obiettivo dell’intervento, fare proposte, pensare a possibili soluzioni, approvare o dissentire ed alla fine votare. Non bisogna infatti dimenticare che la soluzione attuata (contente peraltro alcuni correttivi avanzati dal Quartiere) è quella condivisa con la gran parte dei presenti alle assemblee".

"Chi ha partecipato alle assemblee, inoltre, ha avuto modo di essere informato di come, come sempre avviene a Cesena in occasione di modifiche alla viabilità dei quartieri, si sia partiti con una fase sperimentale, per verificare se quanto studiato sulla carta otterrà effettivamente gli obiettivi che ci siamo prefissati - chiosano Gazza e Miserocchi -. Al termine della sperimentazione si adotteranno tutti i correttivi che sarà necessario adottare (si pensi, ad esempio alle esigenze dei mezzi agricoli, che mai erano emerse nei precedenti incontri). Ma un’analisi puntuale non può che essere svolta solo dopo un giusto periodo di sperimentazione. Il Quartiere Cesuola, ad oggi, giudica la situazione molto più fluida e ordinata, ma chiaramente sia l’amministrazione che il Quartiere restano sempre aperti al dialogo ed al confronto. Desideriamo inoltre sottolineare un aspetto importante: è assolutamente indispensabile, innanzitutto per una fattore di sicurezza, che le nuove regole siano rispettate da tutti, senza continuare (come purtroppo qualcuno ancora fa) a comportarsi come se nessuna modifica fosse stata attuata".

"Essere in fase sperimentale non significa ritenersi protetti da una forma di impunità - concludono -. Cambiar le proprie abitudini non è mai semplice e ne siamo tutti consapevoli, ma a volte si rende necessario per garantire un miglioramento generalizzato. Occorre farlo in modo ragionato ed equilibrato, anche sulla base delle risultanze derivanti proprio dalla sperimentazione. Vogliamo quindi rassicurare i promotori della raccolta firme che nessuno intende ignorare le loro richieste. Si tratta di un’attività tipica dei Quartieri, che si rapportano quotidianamente con i cittadini, raccogliendo idee, proposte e necessità. Continueremo a farlo anche su questa specifica questione, inserendo ogni contributo nel contesto più ampio dell’interesse generale. Per questo invitiamo sin da ora i promotori della raccolta firme, che come noi manifestano di avere a cuore la frazione di Ponte Abbadesse, ad uno dei prossimi incontri in Quartiere, in cui ci si occuperà, come sempre, del bene dei nostri concittadini".

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