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"Vertenze bancarie, le altre strade si sono rivelate fallimentari. Contiamo sull'arbitro finanziario"

A Cesena la principale emergenza dal punto di vista della tutela del consumo è senza dubbio il fronte bancario, con il fallimento di Banca Romagna Cooperativa e poi col deprezzamento drastico delle azioni della Cassa di Risparmio

“Abbiamo sempre ritenuto una strada perdente quella della costituzione di parte civile nel processo penale ai vecchi vertici della Cassa di Risparmio di Cesena, un'azione che rischiava solo di far perdere ulteriori soldi in spese legali a chi ne aveva già persi molti, come poi si è confermato”: lo spiega Milad Basir, presidente di Federconsumatori Forlì-Cesena, a margine della presentazione del bilancio  dell'attività dell'associazione che tutela i consumatori. A Cesena la principale emergenza dal punto di vista della tutela del consumo è senza dubbio il fronte bancario, con il fallimento di Banca Romagna Cooperativa, poi assorbita da Banca Sviluppo, e poi col deprezzamento drastico del valore delle azioni della Cassa di Risparmio, così da poter salvare l'istituto di credito e cederlo al gruppo Credit Agricole.

Diversa, invece, la strada scelta dall'associazione Federconsumatori, l'articolazione della Cgil per la tutela del consumo. Per entrambe le vertenze bancarie, spiega Basir, “abbiamo intrapreso un altro  percorso di carattere legale, ovvero il ricorso al ACF (Arbitro Controversia Finanziaria) che è un istituto giuridico nuovo, dove si fa tutto al livello telematico e viene sancita una sentenza che però non è vincolante, ma di fondamentale importanza l'aspetto civile della causa, davanti al Giudice del Tribunale ordinario”.

Circa 350 persone per Brc e altre centinaia per la Cassa di Risparmio hanno scelto questa strada. I legali dell'associazione dei consumatori ha individuato 10-15 casi analoghi, raccolti in un unico ricorso all'ACF, con lo scopo di fare giurisprudenza, da apripista per tutti gli altri. “Riteniamo che con una sentenza favorevole dell'Arbitro Controversia Finanziaria si possa avere più forza in sede civile quando e se si instaureranno delle cause”. Ma lo scopo, spiega Basir, è di “aprire una discussione con la banca, coinvolgendo anche il piano politico, il sindaco”. Ad ora, aggiunge Basir “con Credit Agricole e Banca Sviluppo ci troviamo di fronte ad un muro”, ma una decisione del ACF potrebbe modificare la situazione.

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