Artoni, nuovo presidio: venerdì il tavolo in Prefettura con la dirigenza

Il blocco a Cesena è stato rimosso solo dopo la comunciazione formale della convocazione del tavolo di trattativa in Prefettura a Forlì per venerdì mattina alle 9

Foto tratta da Facebook

Nuovo presidio giovedì mattina dell’Associazione Diritti Lavoratori-Lavoratrici (Adl Cobas) davanti allo stabilimento cesenate di Artoni per richiedere "il reintegro immediato dei 28 lavoratori espulsi dal magazzino di Pievesestina dopo le importanti lotte sindacali condotte intorno al nodo della nocività e dei ritmi produttivi in questo avamposto territoriale della Logistica". Il blocco a Cesena è stato rimosso solo dopo la comunciazione formale della convocazione del tavolo di trattativa in Prefettura a Forlì per venerdì mattina alle 9. I lavoratori, hanno affermato dall'Adl Cobas, hanno "ottenuto finalmente di potersi sedere ad un tavolo con i dirigenti Artoni. Quest'ultimi si sono sempre negati ad un confronto fattivo con chi ha prodotto la ricchezza di questo importante committente della filiera logistica nazionale". Anche a Padova vi è stato un presidio davanti al magazzino Artoni in solidarietà con i dipendenti di Cesena.

Giovedì mattina per oltre 2 ore sono stati bloccati i camion in entrata ed uscita allo stabilimento. "La lotta si sta generalizzando - affermano dal Partito Comunista dei Lavoratori sezione Romagna -. Anche a Padova gli operai Adl Cobas hanno provveduto al blocco merci ed anche lì i militanti del Partito Comunista dei Lavoratori hanno cooperato alla manifestazione. A Padova è da segnalare che anche operai dell'Adl Cobas di altri stabilimenti limitrofi, finito il turno di notte, hanno dato man forte ai loro compagni impegnati nel blocco merci. Inoltre, il Pcl ha effettuato un volantinaggio di solidarietà davanti agli stabilimenti Artoni di Milano e Bologna. Rilanciamo la nostra proposta di fronte unico di lotta tra tutte le organizzazioni politiche e di movimento che vogliono difendere i lavoratori ed il lavoro". Per il Pcl è necessario "unificare tutte le vertenze in una unica nazionale lotta per il lavoro".

CONSIGLIO COMUNALE - Sulla questione Artoni si è discusso anche in consiglio comunale a Cesena, con l'assessore Tommaso Dionigi, che ha replicato all’interpellanza proposta dalla consigliera Natascia Guiduzzi Movimento 5 Stelle. "L’Amministrazione comunale - afferma Dionigi - è venuta a conoscenza della problematica dei lavoratori evidenziata leggendo i quotidiani locali. Tengo infatti a precisare che né i lavorati, né le organizzazioni di rappresentanza di riferimento hanno mai richiesto l’intervento dell’Amministrazione comunale nell’ambito del confronto tra datore di lavoro e lavoratori". Inoltre ha ribadito che "lmministrazione comunale, non essendo stata direttamente coinvolta, non ha elementi sufficientemente approfonditi per poter esprimere un parere circostanziato in merito".

Quindi ha ricordato che "l'amministrazione interviene laddove almeno una delle parti ne chieda il coinvolgimento. Così è stato in passato, laddove a fronte di una richiesta ci siamo attivati, insieme agli uffici preposti della Provincia di Forlì – Cesena, partecipando ai tavoli di crisi convocati appositamente". Nel caso citato dal Movimento 5 Stelle, Dionigi ha specificato che "non è giunta alcuna richiesta di intervento relativa al rapporto tra lavoratori e datori di lavoro. Evidentemente il continuo rapporto con la stampa e l’organizzazione di eclatanti manifestazioni di dissenso ha impegnato i soggetti coinvolti al punto da non consentire loro di inviare una richiesta di incontro con l’Amministrazione comunale di Cesena".

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