Cronaca

Verghereto si prepara alla festa, i segreti dell'Eremo di Sant'Alberico

“Fonti accreditate - spiega don Daniele Bosi - fanno risalire l’origine dell’eremo al IV-V secolo, periodo nel quale la vita eremitica vide il suo massimo sviluppo"

Verghereto si prepara a un fine agosto di festa. Sabato 29 si celebra Sant’Alberico, solennità da sempre molto sentita dalla comunità che si raccoglie attorno all’Eremo di Sant’Alberico, situato a metà strada fra il paese di Balze e il monastero delle Celle in una profonda gola ai piedi dei Monti Aquilone, delle Celle e dell’Ocri.“

“Fonti accreditate - spiega don Daniele Bosi - fanno risalire l’origine dell’eremo al IV-V secolo, periodo nel quale la vita eremitica vide il suo massimo sviluppo. Alberico, della cui vita sappiamo pochissimo, visse nella prima metà del sec. XI, secondo la tradizione era di nobile famiglia ravennate. Da giovane si votò ad una vita eremitica fatta di rigorosa penitenza, preghiera e contemplazione, dimorando a Valle Sant’Anastasio presso San Marino; è in questo luogo, si racconta, che fece scaturire una fonte di acque salutari, tuttora esistente. Poi abitò per qualche tempo nell’eremo di Ocri in diocesi di Sarsina eretto da San Pier Damiani; da qui passò a condurre sempre una vita eremitica in una profonda gola a m. 1147 sul Monte Fumaiolo, che dipendeva dal monastero di S. Giovanni Battista della Cella, appartenente all’Ordine Camaldolese, fondato da s. Romualdo. Qui visse in perfetta solitudine per molti anni, finché lo colse la morte verso il 1050, probabilmente il 29 di agosto. La prima memoria certa del suo culto risale al 1300, quando nel timore che i Fiorentini potessero impossessarsi del corpo, questo fu trasferito di nascosto nella chiesa dell’abbazia benedettina di Valle Sant’Anastasio". 

"Qui venne murato e se ne perdettero le tracce, finchè durante i lavori di restauro del 1640 e deposti in un sarcofago in pietra. Nel 1961 venne fatta la ricognizione dal Vescovo Bergamaschi di Montefeltro e da Mons. Bandini, presso la vecchia chiesa. Il corpo venne trasferito nella moderna chiesa costruita nel 1970 appunto. Visitati da anni i ruderi della vecchia chiesa, per due diverse occasioni chiesi di entrare nella nuova chiesa per vedere la tomba ma invano, finchè riuscì ad entrare, essendo una piccola parrocchia con meno di 100 anime dove celebra un frate la domenica. Vidi sotto l’altare il sarcofago del 1640 e potei fotografarla in modo imperfetto a causa del presepio, che cercai un minimo di spostare, nei limiti di cortesia. Durante la citata ricognizione, Bandini prelevò una tibia, ancora presente al nostro eremo. Alberico, che già in vita operava molti prodigi, è invocato contro le malattie addominali e le ernie dei bambini. In questi secoli è continuato l’avvicendarsi degli eremiti, che sia pure a fasi alterne, hanno fatto funzionare l’eremo e la chiesetta, accogliendo ed assistendo i pellegrini devoti del santo, come don Quintino, fratel Vincenzo, fra Michele e l’attuale Gianbattista che risiede nell’Eremo tutto l’anno”.

Sabato 29 agosto le Sante Messe saranno coordinate e animate da don Daniele Bosi, a ciascuna celebrazione sarà affidata una precisa intenzione di preghiera. Alle 8 Messa per tutti i benefattori dell’Eremo, alle 9.30 la Messa per i consacrati, le consacrate e le nuove vocazioni per la Chiesa di Cesena-Sarsina, alle 11 la Santa Messa solenne, concelebrazione presieduta dal vescovo Douglas Regattieri, come ringraziamento per la protezione dalla pandemia in tutta la Valle del Savio. Alle 16 ultima santa messa. 

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