Veleni sul Consorzio di Bonifica, il presidente: "Mossi da pregiudizi e dagli interessi di pochi"

“Piena fiducia nella magistratura che al termine delle proprie indagini saprà porre definitivamente l’accento sulla verità, questo però è aspetto che non va confuso con le vicende amministrative"

“Piena fiducia nella magistratura che al termine delle proprie indagini saprà porre definitivamente l’accento sulla verità, questo però è aspetto che non va confuso con le vicende amministrative e non deve e non può oscurare l’attività che viene svolta con passione e competenza dalla stragrande maggioranza del Consiglio di Amministrazione e ogni giorno da tutto il personale consortile su un comprensorio molto esteso ed eterogeneo (oltre 357 kmq)”: è il commento che viene da Roberto Brolli, presidente del Consorzio di bonifica.

I vertici dell'ente della bonifica, infatti, si trovano al centro di un'indagine giudiziaria, come portato alla ribalta dal blogger e attivista politico Davide Fabbri, ma anche di conflitti e veleni, con l'allontanamento di un vicepresidente e una relazione che contesta, dall'interno, la gestione efficiente del consorzio.

Brolli traccia la carta d'identità del Consorzio di Bonifica della Romagna, costituito da oltre 2.200 km di canali di bonifica, 48 impianti ed opere elettromeccaniche di allontanamento delle acque meteoriche con una capacità di sollevamento di 168.000 lt/sec, oltre 600 opere di regolazione idraulica (paratoie, botti sifone e manufatti diversi), 61 impianti irrigui in pressione per tramite di 800 km di condotte e 500 km di canali ad uso promiscuo a servizio di oltre 5.000 aziende agricole per una superficie agraria utile servita e gestita di oltre 32.000 ettari, fornendo 60 milioni di mc/anno di acqua di qualità ad uso irriguo. “A questo – continua Brolli - si aggiunge una nutrita serie di interventi nel comprensorio collinare e montano di contrasto al dissesto idrogeologico (oltre 100 cantieri nel 2018) e di miglioramento alla viabilità rurale, realizzati  in gran parte con proprie maestranze, tecnici, mezzi d’opera e strutture di supporto consortili”.

Conclude il presidente: “Non è pertanto possibile, se non negando la realtà, che una macchina così complessa, che ho l’onore di presiedere, con attività così composite e articolate possa essere semplicisticamente ridotta a vicende squisitamente interne volte a migliorare il lavoro di squadra, isolando chi, non avendo rappresentanza, antepone il pregiudizio, il mancato rispetto dei ruoli e l’interesse di pochi a quello della collettività”.

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