I vandali in chiesa puntavano agli oggetti più sacri: il giudice dispone il carcere

Una devastazione senza senso e distruttiva: fatti che sono stati considerati gravi dal giudice Monica Galassi, che dopo la convalida ha deciso per la custodia cautelare in carcere per i due cittadini rumeni

Una devastazione senza senso e distruttiva: fatti che sono stati considerati gravi dal giudice Monica Galassi, che dopo la convalida ha deciso per la custodia cautelare in carcere per i due cittadini rumeni che domenica mattina hanno seminato danni a non finire nella chiesa dell'istituto Lugaresi, concessa dalla diocesi all'uso del culto ortodosso rumeno. Martedì mattina è avvenuta l'udienza di convalida degli arresti dei due rumeni di 27 e 39 anni autori dell'attacco sacrilego. Un'udienza che è stata anche l'occasione per porre un punto fermo alle attività di indagine condotte dal Commissariato di Cesena sotto il coordinamento del pm Francesca Rago, sintetizzate nei reati di danneggiamento aggravato, resistenza a pubblico ufficiale, rapina e lesioni. Due poliziotti sono stati feriti nel tentativo di placare la furia dei due vandali, con lesioni per un operatore delle forze dell'ordine guaribili in 8 giorni.

La domanda destinata a rimanere irrisolta a quanto pare è il perché di tutto questo, se non un totale annebbiamento causato da ingenti quantitativi di vino ingurgitati dai due rumeni. I due soggetti, uno dei quali attivo nella vita della comunità religiosa, hanno entrambi frequentato i riti della Pasqua ortodossa di sabato sera nella stessa chiesa. Dopo di essi, assieme, si sono ubriacati per poi ripresentarsi nella chiesa a quell'ora chiusa, domenica mattina. Hanno forzato la porta e, scorti da un passante, lo hanno minacciato dopo avergli preso il telefono col quale, però, aveva già allertato le forze dell'ordine. Per questo sono accusati anche di rapina di un telefono cellulare.

I due sarebbero quindi entrati dentro la chiesa, consapevoli che di lì a poco sarebbero giunte le divise. Sono bastati pochi minuti per seminare il caos. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, la loro furia non si è diretta genericamente ad arredi e oggetti a caso, bensì contro quanto si trovava sull'altare, vale a dire gli oggetti più sacri della loro stessa comunità religiosa. Nello spaccare teche di vetro si sono anche feriti, con copiosa perdita di sangue, anche se molto del “rosso” che si è visto nel video che ha ripreso i minuti successivi alla devastazione è tuorlo d'uova, dal momento che per i riti pasquali sono state usate anche uova fresche che si trovavano negli ambienti devastati.

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Dopo l'arresto ci sono volute diverse ore per far smaltire la “sbornia” ai due soggetti, per i quali appunto è stato disposto l'arresto, col mantenimento in carcere come misura cautelare. Nella solitudine della cella avranno così modo di riflettere maggiormente sull'imbarazzo che hanno causato alla comunità religiosa della loro città.
 

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