Cronaca

Valle del Savio, un gioiellino a livello faunistico. "Ma il fai da te non porta vantaggi turistici"

Per avviare l'iter per l'istituzione di un Parco, comunque, serve prima di tutto una visione condivisa di chi ci abita. Devono essere d'accordo gli amministratori, i cittadini, le associazioni presenti sul territorio

Presenza stabile di una coppia di aquile reali, anfibi moto rari tipo il tritone e le salamandre, presenza del lupo e del gatto selvatico: l'alta Valle Savio è un gioiellino a livello faunistico. E vogliamo parlare di geologia? A confronto della monotonia dell'Emilia, la Romagna è molto più ricca di diversi tipi di formazioni geologiche. A parlare, con dati alla mano, sabato mattina nell'Aula Magna della Biblioteca Malatestiana, sono stati professori universitari e ricercatori, tutti invitati dall'Ente Parchi Romagna. Finalità dell'incontro dimostrare scientificamente se ci sono, oppure no, i requisiti per costituire un Parco per il Monte Fumaiolo. E dalle relazioni degli esperti sembra che di requisiti ce ne sia più di uno. Anzi, la zona dell'alta Valle del Savio (comprendente parte del comune di Bagno di Romagna e il comune di Verghereto), coi suoi bei prati da pascolo, le cave, le sorgenti e una varietà di flora incredibile, sembra essere una zona naturalistica particolarmente vocata, superiore anche al Parco delle Foreste Casentinesi. Ma come al solito quando si parla di Parchi, gli amministratori rizzano le orecchie. Il timore è che subentrino troppi vincoli, il lavoro si riduca ulteriormente per chi ci abita e non si possano più far nascere aziende o piccoli laboratori con un impatto ecologico che diventerebbe proibitivo per le regole che devono essere rispettate nelle aree protette. 

A fornire qualche dato che va in senso contrario a questi timori è stato Massimo Costa, il direttore dell'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Romagna. "Il Parco della Vena del Gesso Romagnola - ha spiegato Costa - da quando è nato ha avuto un più 20% di turisti e in cinque anni è riuscito a raccogliere oltre 3 milioni di euro di finanziamenti europei, più altri aiuti statali e regionali. Non è poca cosa, mi sembra - ha aggiunto Costa - A funzionare è stato il marchio. Un marchio così attira moltissimo i turisti tedeschi, francesi, olandesi che magari non vanno sul Fumaiolo ma cercano la zona riconosciuta e che appare nelle guide. Un turismo che porta lavoro alle guide, agli agriturismi, alla ristorazione. Ora nell'alta Valle del Savio vige il "fai da te" e non sempre porta vantaggi e funziona".

Per avviare l'iter per l'istituzione di un Parco, comunque, serve prima di tutto una visione condivisa di chi ci abita. Devono essere d'accordo gli amministratori, i cittadini, le associazioni presenti sul territorio. Poi c'è bisogno di un tessitore politico, di uno che si prenda a cuore una questione così delicata e importante. Qualcuno che sia convinto che i sogni possano realizzarsi se ci si crede. E tutto mantenendo un equilibrio che va a vantaggio di chi ci abita. "I Parchi, infatti - spiega Fiorenzo Rossetti biologo dell'Ente Parchi Romagna - devono tutelare anche coloro che sul Parco ci vivono, occuparsi del loro lavoro e non obbligarli ad abbandonare le loro case. Questo è un passaggio importante che va compreso anche dagli amministratori. Non è un impoverimento del territorio, ma un arricchimento". 
 

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