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Vaccini, il Comitato per il libero consenso: "Rifiutiamo etichetta no-vax, non esasperare i toni"

"Invitiamo l'amministrazione comunale, che più volte ha declinato le nostre richieste di dialogo, ad incontrarci per discutere dell’applicazione della legge"

Il Comitato che raggruppa oltre 250 famiglie del territorio, interviene nello spinoso dibattito che rigurada le vaccinazioni obbligatorie per legge, a pena di esclusione dei bambini dalla scuola.

"Siamo organizzati - esordisce il comitato - in difesa del diritto universalmente riconosciuto alla libertà di scelta in ambito terapeutico, continuiamo a rigettare con forza le abusate etichette 'no-vax' o 'anti-vax', che indicherebbero chi è contrario a tutti i vaccini per motivi ideologici. Al contrario siamo a favore del metodo scientifico e affrontiamo questa tematica con la massima razionalità". 
"Sintetizzando le parole di Peter Doshi, condirettore del British Medical Journal, l’approccio che tende ad etichettare “no-vax” chiunque abbia domande sulla ragionevolezza delle politiche vaccinali: non è in grado di comprendere la natura delle preoccupazioni,  ammassando tutti i vaccini assieme, ignorandone le differenze, ipersemplifica un problema complesso, attaccando con etichette denigratorie chi semplicemente pone dei dubbi rischia solo di irrigidire le posizioni, dà l’idea di una polarizzazione,“pro o contro”, che mal si addice al campo della medicina e non rispecchia la realtà". 

"Siamo infatti - prosegue il comitato - solamente a chiedere informazioni complete e affidabili ma, anche dalla nostra AUSL, otteniamo solo risposte sbrigative e ci viene spesso rifiutata la richiesta di colloqui. Veniamo invece indirizzati verso siti web con informazioni generiche e approssimative, talvolta errate, che non fanno altro che generare altri dubbi".

"Nell’interesse di tutti, esortiamo gli attori coinvolti in ambito cittadino a non esasperare i toni. Invitiamo Sindaco e Amministrazione Comunale, che più volte ha declinato le nostre richieste di dialogo, ad incontrarci serenamente per discutere dell’applicazione della legge, che sappiamo essere disomogenea e, in certi casi, sbagliata".

"Nessuno chiede di non applicare la legge, - puntualizza il comitato - ma è opportuno scongiurare il ripetersi di errori interpretativi già visti negli scorsi mesi dove, anche sul nostro territorio comunale, ci sono state esclusioni ingiuste a danno di bambini perfettamente in regola che, solo con l’intervento di un legale, sono poi stati riammessi"-

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