Vaccini, 'battaglia' tra Ausl e Comitato: "Colloqui negati o lacunosi e sbrigativi"

Il Comitato per il libero consesnso ai vaccini rincara la dose contro l'azienda: "Non c'è stata un'informazione corretta e completa"

Era arrivata sabato la risposta di Ausl, in una nota, all'attacco per nulla velato, del Comitato per il libero consenso alle vaccinazioni in cui l'azienda si è dichiarata "aperta ad un dialogo franco, ragionevole e costruttivo, negando risposte solo a quei quesiti che rischiano di bloccare di fatto il servizio".

A stretto giro arriva la contro-replica del Comitato: "Apprezziamo che l’Azienda Sanitaria riconosca i suoi doveri informativi. Tuttavia, sul concetto di informazione 'corretta e completa' sussistono numerose perplessità. La testimonianza documentata dai nostri iscritti, compresi medici e farmacisti, riporta casi di colloqui negati nonostante ripetute richieste e, quando concessi, decisamente lacunosi, sbrigativi e, talvolta, tenuti da infermieri anziché da personale medico qualificato".

Il Comitato: "Dal Comune aperture, anche Ausl cambi rotta"

“'Corretto - rincara la dose il Comitato - significa senza difetti, esatto e oggettivamente valido; 'Completo' significa che ha tutte le sue parti, compiuto, perfetto. Mostriamo alcuni esempi, tra tanti possibili: le conclusioni pubblicate nel 2017 dalla Commissione Parlamentare che si è occupata anche di vaccinazioni sul personale militare si raccomandano di non somministrare più di cinque vaccinazioni assieme, ritenendo oltremodo rischioso superare questa soglia. Abbiamo chiesto all’Ausl perché le stesse precauzioni suggerite per militari adulti non sono adottate sui bambini, che vengono regolarmente sottoposti a sei o più vaccinazioni nella stessa seduta, ma Ausl non ha saputo rispondere".

Ausl al Comitato: "Mai negate risposte"

"A precisa domanda - prosegue il comitato - sui decessi causati da vaccinazioni nell’ambito di competenza di Ausl Romagna è stato riferito che non ne esistono. Ma l’Ausl conosce questi decessi: almeno in un caso la causa è stata ricondotta alla vaccinazione e la stessa Ausl ha provveduto ad indennizzare la famiglia. Altri casi analoghi esistono in Regione e oltre ai decessi esistono numerosi danni irreversibili. Confidiamo che il personale preposto abbia carenze informative a riguardo, al contrario si tratterebbe di deliberata omissione".
Il Comitato riporta un altro caso: "Un recente rapporto della Regione Puglia, presentando uno studio di farmacovigilanza attiva, evidenzia che gravi reazioni correlate alla vaccinazione si sono verificate nel 3% dei casi: la nostra Ausl non ne tiene conto affermando di non conoscere il rapporto".

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"Se, infine, - conclude - si dichiara che rispondere alle domande dei genitori esigenti e preoccupati per la salute dei figli comporterebbe la paralisi del servizio, non possiamo che prendere atto dei severi limiti organizzativi dell’Ausl".
 

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