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Di influenza si può morire: si avvicina la campagna di vaccinazione

"La prevenzione rappresenta quindi un importante intervento di sanità pubblica sia per l’impatto sulla popolazione, specialmente sulle persone con condizioni di maggiore rischio, sia per l’impegno dei servizi sanitari", evidenzia l'Ausl Romagna.

Inizia il 9 novembre, fatta eccezione per Cesena, dove partirà qualche giorno dopo, a causa di un ritardo nella consegna del vaccino, e terminerà a fine dicembre la campagna di vaccinazione contro l’influenza. "La prevenzione rappresenta quindi un importante intervento di sanità pubblica sia per l’impatto sulla popolazione, specialmente sulle persone con condizioni di maggiore rischio, sia per l’impegno dei servizi sanitari", evidenzia l'Ausl Romagna.

I NUMERI - "Nei paesi industrializzati le complicanze dovute all’influenza costituiscono ancora oggi una delle principali cause di mortalità per malattia infettiva, immediatamente dopo Ais e tubercolosi. In Italia le complicanze dell’influenza causano ogni anno numerosi decessi, l’80% dei quali in persone di oltre 65 anni - viene illustrato -. Nella passata epidemia influenzale, una delle più intense e virulente degli ultimi anni, in Emilia Romagna sono stati registrati 169 casi gravi (di cui 32 in Romagna) e 61 decessi (di cui 12 nel territorio romagnolo). Dall’analisi dei dati emerge che le persone che hanno presentato complicanze gravi rientravano quasi tutte nelle categorie a rischio e in quanto tali avrebbero dovuto essere vaccinate, mentre solo 34 lo erano state. Per il fatto che i sintomi dell’influenza sono simili a quelli di altre malattie respiratorie, il termine influenza viene spesso impropriamente attribuito ad affezioni. anche banali, delle prime vie aeree di natura sia batterica che virale e ciò porta a minimizzare l’importanza di questa infezione come causa di morbosità e di mortalità".

"L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha evidenziato, in più occasioni, come la strategia vaccinale presenti un indubbio rapporto favorevole costo-beneficio e costo-efficacia, in quanto sono disponibili vaccini sicuri ed efficaci - prosegue l'azienda di sanità pubblica -. La regione Emilia-Romagna nella passata stagione è stata una delle aree maggiormente interessate dall’epidemia influenzale, che ha raggiunto il picco nella quarta settimana del mese di gennaio 2015 e si è mantenuta a livelli di incidenza piuttosto elevati fino a fine febbraio 2015. Durante tutto il periodo influenzale si sono registrati circa 572.000 casi, corrispondenti al 13% della popolazione totale. Le fasce di età più colpite sono risultate quella dei bambini fino ai 4 anni (con incidenza massima di 34 casi per 1000 abitanti durante l’ultima settimana di gennaio 2015) e da 5 a 14 anni (incidenza massima di 28 casi per 1000), mentre l’incidenza fra le persone con più di 65 anni ha mostrato valori bassi anche se più elevati rispetto agli anni precedenti".

"E’ verosimile l’incidenza più elevata registrata nella stagione passatasia riconducibile alla minore adesione alla vaccinazione da parte della popolazione anziana e a rischio, associata alla comparsa di un virus modificato - prosegue l'Ausl -. Dal 2009, anno della pandemia che fortunatamente non ha avuto l’impatto temuto, si è assistito ad una costante diminuzione dei soggetti vaccinati in tutte le Regioni italiane compresa l’Emilia-Romagna. Nel territorio romagnolo, per quanto riguarda la popolazione anziana, si è passati da una copertura del 75.4% nel 2006 a meno del 50% nel 2014. Probabilmente le polemiche sulla vaccinazione pandemica del 2009, il ritiro precauzionale dal commercio di un vaccino per presunti effetti avversi gravi e anni di epidemie di intensità medio-bassa, hanno diminuito la percezione del rischio nei confronti della malattia  con conseguente disaffezione nei confronti della vaccinazione".

I SOGGETTI A RISCHIO - "La fascia di età più colpita dalla malattia è quella pediatrica, ma le forme complicate e la mortalità sono soprattutto a carico delle persone anziane e di particolari gruppi di popolazione a rischio in quanto affetti da patologie croniche - continua l'Ausl -. Nel corso di epidemie estese si possono avere importanti ripercussioni negative oltre che sulla salute anche sulle attività lavorative e sulla funzionalità dei servizi di pubblica utilità, in primo luogo di quelli sanitari".

PREVENZIONE - Evidenzia l'Ausl: "Sulla base di tali considerazioni è evidente che la prevenzione dell’influenza deve essere oggetto di massima considerazione da parte delle Autorità Sanitarie. La prevenzione dell’influenza si basa principalmente sulla vaccinazione, oltre che su misure di igiene e protezione individuale, con particolare riferimento alla buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie. La vaccinazione, oltre ad essere un ottimo mezzo per prevenire la malattia, è in grado di ridurre significativamente le complicanze, l’ospedalizzazione e l’eccesso di mortalità nei soggetti maggiormente a rischio, nonché di ridurre la spesa sanitaria e i costi sociali collegati all’epidemia".

LA CAMPAGNA 2015 - "Obiettivo di questa campagna è quindi di migliorare l’offerta attiva della vaccinazione nei confronti delle persone che più possono trarne beneficio, in particolare le persone affette da patologie croniche di qualunque età - evidenzia l'Ausl -. Fondamentale come sempre è il coinvolgimento dei clinici, in particolare dei Medici di Medicina Generale a cui sono destinate circa il 98% delle dosi di vaccino. Principali destinatari dell’offerta del vaccino antinfluenzale sono i gruppi di popolazione più a rischio di complicanze, in particolare anziani di età pari o superiore a 65 anni, persone di tutte le età affette da patologie croniche debilitanti e le donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza. In particolare le donne in gravidanza hanno un rischio aumentato di andare incontro a complicanze e nella passata stagione in Regione Emilia Romagna si sono verificati 3 casi, uno dei quali in territorio romagnolo ha avuto un esito infausto".

"Particolarmente importante è la vaccinazione degli operatori sanitari, in quanto è necessario che il personale addetto all’assistenza assicuri la presenza in servizio durante il periodo epidemico e nel contempo eviti di trasmettere l’infezione ai pazienti - puntualizza l'Ausl -. Purtroppo si stima che nell’ultima campagna vaccinale sia stata raggiunta una copertura del personale sanitario inferiore al 15%, la più bassa degli ultimi 10 anni. La vaccinazione viene raccomandata anche per categorie di soggetti che pur non facenti parte di gruppi a rischio, sono comunque strategici per il paese in quanto addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo: forze dell’ordine e protezione civile (compresi i Vigili del Fuoco e la Polizia Municipale), donatori di sangue, personale degli asili nido, delle scuole dell’infanzia e dell’obbligo, e personale dei trasporti pubblici, delle poste e delle comunicazioni, volontari dei servizi sanitari di emergenza e dipendenti della pubblica amministrazione che svolgono servizi essenziali. Il vaccino antinfluenzale viene infine offerto a persone che per motivi di lavoro sono a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani (allevatori, veterinari, trasportatori di animali, macellatori)".

COME FUNZIONA - "Il vaccino copre solo il rischio di contrarre la classica influenza stagionale. In considerazione del fatto che nel periodo autunnale circolano anche altri virus che possono simulare i sintomi dell’influenza, è stato istituito a livello nazionale un sistema di sorveglianza, che individua in maniera più accurata i casi di sindrome influenzale sulla base di precisi criteri diagnostici - continua l'Ausl -. Tale sistema si basa sulla collaborazione volontaria di “medici sentinella” individuati fra i medici e i pediatri di famiglia che assistono una popolazione ritenuta statisticamente significativa. I medici sentinella sono 24, 6 per ciascun ambito territoriale. Il vaccino antinfluenzale è sicuro, di provata efficacia e generalmente ben tollerato. Non deve essere somministrato a soggetti con allergia vera alle proteine dell’uovo e va rinviato in caso di manifestazioni febbrili in atto".

EFFETTI COLLATERALI - Chiarisce l'Ausl: "Gli effetti collaterali più comuni, anche se non frequenti, possono consistere in dolore di solito di lieve entità e/o arrossamento nel punto di iniezione. In rare occasioni possono manifestarsi leggero malessere generale, febbricola, dolori muscolari, nevralgie, di breve durata. I vaccini in uso non contengono mercurio o suoi derivati ed essendo costituiti da particelle virali frammentate e purificate non possono essere responsabili di trasmettere la malattia influenzale. Per le categorie a rischio la somministrazione del vaccino è gratuita. Il periodo ottimale per la vaccinazione è quello che va da metà novembre a fine dicembre, ma può essere presa in considerazione anche in periodi immediatamente successivi. Un anticipo della vaccinazione potrebbe, soprattutto nelle persone anziane che presentano risposte immunitarie meno valide, avere come conseguenza un declino del titolo anticorpale proprio durante il picco epidemico stagionale che negli anni passati si è verificato a fine gennaio-inizio febbraio". 

DOSI - "Una sola dose di vaccino è sufficiente per i soggetti di tutte le età, con esclusione dei bambini mai vaccinati in precedenza, ai quali vengono raccomandate due dosi a distanza di quattro settimane - evidenzia l'Ausl -. Il vaccino va somministrato per via intramuscolare nel muscolo deltoide (spalla) e nella parte anteriore della coscia per i più piccoli. Anche quest’anno sarà affidata, per la popolazione adulta, ai Medici di famiglia a cui ci si deve rivolgere per ogni informazione e per concordare le modalità di effettuazione della vaccinazione. I bambini assistiti dai Pediatri di libera scelta affetti da patologie croniche predisponenti le complicanze verranno invitati alla vaccinazione dal Servizio Pediatria di Comunità su segnalazione del proprio Pediatra. Le dosi corrispondono ad un aumento di circa il 10% rispetto alla stagione precedente. Al fine di ridurre al minimo il numero di dosi inutilizzate a fine campagna, l’Ausl della Romagna, in prima battuta, metterà a disposizione dei Mmg e degli altri Servizi utilizzatori, un numero di dosi pari a quello utilizzato lo scorso anno, pur auspicando un miglioramento dei tassi di copertura. Successivamente verranno fornite ai Medici di famiglia le ulteriori dosi necessarie per completare la vaccinazione dei propri assistiti".

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