"Non è il Signore di Cesena", i resti del presunto Malatesta Novello tornano sotto la lapide

L'urna con le spoglie è stata rimessa al suo posto nella Biblioteca Malatestiana. Gli esami approfonditi sui resti ossei certificano che non si tratta di Malatesta Novello

foto Piero Pasini

Con una breve e sentita cerimonia lunedì mattina è stata rimessa al suo posto, all'interno dell' Aula Nuti della quattrocentesca Biblioteca Malatestiana, l'urna contenente i resti mortali che si credevano del Signore di Cesena e fondatore della Biblioteca Novello Malatesta (1418-1465). Il reliquario  è stato collocato sotto la lapide che da sempre lo proteggeva e che erroneamente richiamava la sepoltura di Novello.

 Alla cerimonia erano presenti il sindaco di Cesena Paolo Lucchi, l'assessore Christian Castorri, la dirigente della biblioteca Elisabetta Bovero, l'architetto Ivano Piraccini, Marino Mengozzi vicepresidente del Comitato Scientifico della Biblioteca Malatestiana e Paola Errani bibliotecaria e responsabile. I funzionari hanno firmato un verbale, compilato su carta pergamena, che è stato riposto all'interno dell'urna con descritte le varie fasi dell'apertura, avvenuta i 10 febbraio del 2018 e gli esami approfonditi dei resti ossei, realizzati dal  paleopatologo di Sant'Arcangelo  Francesco Maria Galassi coadiuvato da Elena Varotto e da una equipe particolarmente esperta, fatti entro l'ottobre dello stesso anno. 

Quando l'urna fu riesumata - VIDEO

Purtroppo i reperti non appartenevano al Signore di Cesena, bensì ad uno sconosciuto vissuto un paio di secoli prima oltre alla presenza di ossa di origine animale. Di diverso avviso le suole rinvenute, attribuibili all'epoca vissuta da Novello,  che d'accordo con la Soprintendenza non sono state inumate e così i cilindri metallici con  alcune pergamene presenti, ma conservate ed esposte al pubblico in un percorso museale all'interno della biblioteca. Tutti gli esami  con il radiocarbonio C sono stati fatti presso l'Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. 
Si chiude così un interessante sipario di una grande ricerca storica e scientifica, che ha appassionato la città, senza però scoprire veramente i resti autentici di Novello Malatesta.

“Sarà molto difficile trovarli – ha detto Marino Mengozzi, vicepresidente del comitato scientifico della biblioteca – anche se probabilmente sono nascosti poco lontano da qui. Infatti Novello venne sepolto ai lati della chiesa di San Francesco che sorgeva in piazza Bufalini, davanti la biblioteca, e che fu demolita  nell'ottocento. Abbiamo anche un disegno del luogo dove era collocato il sepolcro e conserviamo la croce di ferro posta sopra di esso, ma occorrerebbero estesi lavori senza nessuna sicurezza visto che ai lati dell'edificio sacro, di cui sono ancora presenti le fondamenta e l'abside, erano occupati da innumerevoli sepolture di varie epoche”.

 “Ovviamente – ha continuato il sindaco Paolo Lucchi – nel riordino e nei lavori che interesseranno piazza Bufalini, piazza Almerici e piazza Fabbri la soprintendenza alle belle arti farà i suoi sopralluoghi, chissà che qualcosa non venga fuori. I lavori per le tre piazze, con i relativi progetti, sono già stati finanziati e mi auguro che chi verrà dopo di me li voglia realizzare”.
 

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