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Unità di strada: incontro fra Comune, servizi sociali e forze dell’ordine

E’ passata appena una settimana dalla presentazione del progetto “Unità di strada” e già sono stati mossi i primi passi per renderlo operativo, attraverso la collaborazione fra i Servizi Sociali del Comune e le forze dell’ordine

E’ passata appena una settimana dalla presentazione del progetto “Unità di strada” (illustrato il 13 dicembre nel corso dell’edizione di Carta Bianca dedicata alle povertà intitolata “Più poveri, meno soli”), e già sono stati mossi i primi passi per renderlo operativo, attraverso la collaborazione fra i Servizi Sociali del Comune e le forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Municipale).

Nei giorni scorsi si è svolto un primo incontro a cui hanno partecipato il Sindaco Paolo Lucchi, il dirigente dei Servizi Sociali Matteo Gaggi, il comandante della PM Giovanni Colloredo e la dirigente del Commissariato di Cesena Maria Rosaria Traino, per cominciare a tracciare una road map delle azioni da mettere in campo.


“L’intenzione – riferisce il Sindaco Lucchi – è quella di trovarci periodicamente con i Servizi Sociali e tutte le forze dell’ordine, per sviluppare insieme nel migliore dei modi questo progetto, nato dalla volontà di affrontare in modo compiuto e adeguato il fenomeno, sempre più percepito e segnalato con preoccupazione dai cittadini, della presenza di persone che evidenziano il loro disagio personale e sociale occupando e trasformando spazi pubblici in luogo di ricovero, o anche chiedendo aiuto con varie forme che incidono nella normale convivenza. In particolare, in questo primo incontro del’altro giorno abbiamo considerato quali possano essere le prime fasi d’azione. In prima battuta, sicuramente, c’è l’avvio degli interventi assistenziali da parte dei Servizi Sociali, che a questo scopo  stanno per mettere in campo operatori di strada specificamente formati, in grado di valutare quali interventi attivare, a cominciare dalle primissime forme di sostegno. Contemporaneamente, abbiamo concordato che il contrasto alla parte illegale del fenomeno può essere funzionale ad evitare un ulteriore sviluppo di comportamenti e attività illeciti che trovano il punto di partenza nel degrado. Ringrazio gli organi di polizia (carabinieri, polizia di Stato e polizia municipale) per aver dichiarato la loro disponibilità alla collaborazione. La loro attività sarà indispensabile per svolgere insieme una prima opera di monitoraggio che consenta di individuare quando è necessario l’intervento dei servizi sociali e, per contro, le situazioni ove il disagio nasconde elementi d’illegalità che non possono essere accettati”.

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