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Voto dissidente, Zoffoli (Pd) spiega: "Matrimonio riservato agli etero"

A quattro giorni di distanza dal voto "dissidente" in Parlamento Europeo di Damiano Zoffoli - che sulle unioni omosessuali ha votato contro, così come a tutta la relazione sui diritti umani, in antitesi al voto positivo del Partito Democratico

A quattro giorni di distanza dal voto “dissidente” in Parlamento Europeo di Damiano Zoffoli - che sulle unioni omosessuali ha votato contro, così come a tutta la relazione sui diritti umani, in antitesi al voto positivo del Partito Democratico – arriva la spiegazione del neo-parlamentare europeo. Su Facebook, infatti, Zoffoli ha motivato i suoi voti contrari, dopo diversi giorni di silenzio e di critiche da parte di colleghi di partito.
 

Scrive Zoffoli: “Nei giorni scorsi, il Parlamento Europeo ha votato due relazioni: Tarabella e Panzeri, che pur non avendo forma legislativa e non determinando quindi obblighi per gli stati membri si configurano come inviti e raccomandazioni. I punti trattati sono in larga parte del tutto condivisibili (ad esempio la lotta alla disparità salariale e di opportunità delle donne sul mercato del lavoro, il congedo di maternità e di paternità, il ribadire la contrarietà alla pena di morte e alla tortura, i diritti dei disabili e dei minori) eccetto due, sui quali ho ritenuto di votare diversamente dall'indicazione del gruppo, trattandosi di temi che attengono alle convinzioni profonde delle persone, che precedono e vanno oltre l'adesione ad un partito politico e dove la libertà di coscienza è a mio avviso oltre che un diritto, un dovere”.
 

“Questi sono il "diritto all'aborto" e il "matrimonio omosessuale". Per quel che riguarda il primo caso è già in vigore in Italia la legge 194 che va quindi applicata in tutte le sue parti. Parlerei comunque di diritto alla maternità libera e responsabile e non all'aborto, che non penso sia da ascrivere in quanto tale fra i diritti umani. Nel secondo caso è in corso in Italia un dibattito per regolamentare le unioni civili, comprese quelle omosessuali. Spero che si arrivi ad una soluzione positiva ed equilibrata, sul fronte dei diritti e dei doveri reciproci. Non penso comunque che si debba parlare di "matrimonio", che a mio avviso, come previsto dalla nostra Carta Costituzionale, è riservato alle coppie etero”.
 

ASSOCIAZIONE BENIGNO ZACCAGNINI – Anche l'associazione Benigno Zaccagnini di Cesena scende in trincea a difesa di Damiano Zoffoli, per il suo voto dissidente al Parlamento Europeo sulla relazione sui diritti umani, che prevedeva passaggi sui matrimoni gay. Per l'associazione si trattava di “provvedimenti omnibus, di fronte ai quali diversi deputati non se la sono sentita di “prendere il pacchetto a scatola chiusa”. Tra questi l’amico e neo eurodeputato Damiano Zoffoli, per il quale la seduta ha rappresentato un vero battesimo del fuoco. L’ex sindaco di Cesenatico, alla sua prima sessione di voto a Strasburgo, ha suscitato scalpore votando in dissenso dal resto del gruppo. Una scelta incomprensibile solo a chi non conosce Zoffoli, che ha mantenuto le stesse posizioni dal suo esordio in politica ad oggi”.

L'associazione se la prende quindi col Pd cesenate: “Il PD locale esprime intolleranza e voglia di processi sommari. Risulta poi incomprensibile lo stracciar di vesti che ha accompagnato, sulla stampa locale, la presa di posizione di Damiano Zoffoli. Sui temi etici i partiti hanno sempre lasciato ai deputati libertà di coscienza e, per di più, i suoi voti sono stati ragionati e argomentati. Non rappresentano una porta chiusa ai diritti altrui, bensì un tentativo di far chiarezza al di là del “prendere o lasciare” che sembra imperante in certa ideologia.Soprattutto fa sensazione la presa di posizione di parte del PD locale o, almeno, di alcuni esponenti di esso. “Oscurantista e bigotto” accusa un dirigente forlivese del PD. E a Cesena c’è chi penserebbe di riunire gli organi per votare (plebiscitariamente?) le posizioni rifiutate da Zoffoli. In sostanza c’è molta intolleranza e voglia di processi sommari. Invitiamo queste persone a rileggersi il “Codice etico” del PD là dove dice “il PD considera il pluralismo una ricchezza e sceglie il confronto democratico come metodo per ricercare sintesi condivise”. Noi siamo a fianco di Damiano”.

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