"Una lingua viva che esalta la romagnolità", torna la rassegna dedicata al dialetto

Una tradizione giunta alla quarta edizione con un ricco calendario di proposte che consentirà ai cesenati di familiarizzare ulteriormente con le origini della propria lingua

Anche quest’anno torna la rassegna dedicata al dialetto romagnolo dal titolo “In compagnia della Romagna” organizzata dall’associazione culturale “Te ad chi sit é fiol?”, presieduta da Leonardo Belli in sinergia con la Biblioteca Malatestiana e con il patrocinio del Comune di Cesena. Una tradizione giunta alla quarta edizione  con  un ricco calendario di proposte che consentirà ancora una volta ai cesenati di familiarizzare ulteriormente con le origini della propria lingua riscoprendo il dialetto.

“A differenza degli altri anni – sottolinea Leonardo Belli – abbiamo cambiato il nome che prima era 'In compagnia del dialetto' nel nuovo a significare che abbiamo allargato gli orizzonti del linguaggio romagnolo guardando non solo a poeti e scrittori, ma ad artisti, artigiani, commediografi e quant' altri esaltano la romagnolità attraverso il linguaggio parlato dal mondo rurale”.  Sarà la Sala Lignea della Biblioteca Malatestiana ad aprire le porte alle nuove proposte culturali dell’associazione “Te ad chi sit é fiol?” che si terranno a cadenza mensile. Gli appuntamenti, di questa prima trance mentre il resto che interesserà  il prossimo anno ne sarà data opportuna comunicazione più avanti, avranno inizio domenica 13 ottobre, alle 17, con la presentazione del libro di Remo Ceccarelli, di famiglia romagnola nato e cresciuto all'estero, ma amante del dialetto tanto da saperlo parlare e scrivere perfettamente, “Tanti anni fa in Lussemburgo”.

All’evento sarà presente il console lussemburghese Stefano Maria Cacciaguerra. Il calendario proseguirà domenica 10 novembre, sempre alle 17, con “La sciuptèda”, rappresentazione teatrale del racconto di Gianfranco Miro Gori che avrà luogo a Palazzo del Ridotto. Infine, il primo ciclo di appuntamenti si concluderà domenica 8 dicembre, nella Sala Lignea alle 17, con la presentazione del volume dei racconti del premio Sauro Spada.  “Per il prossimo anno a gennaio abbiamo programmato dei racconti proposti da  Gianfranco Miro Gori su Cesare Zavattini, grande amante del dialetto romagnolo, poi a febbraio si è pensato alle canzoni scritte da Walter Galli. A marzo ed aprile ci saranno dei momenti dedicati il primo al poeta Bruchin e il successivo al poeta bertinorese novantenne Ruffillo Budelacci, il tutto unito ad una mostra di artigiani romagnoli”.

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“Il dialetto rappresenta un momento nodale della vita delle comunità – ha continuato Paolo Zanfini, funzionario della Biblioteca Malatestiana -  e pertanto è compito precipuo di una grande istituzione culturale come la nostra offrire il proprio aiuto in quest'opera di conoscenza. Il linguaggio romagnolo, così vasto ed articolato, è un patrimonio culturale che non può essere disperso.” “La varietà di dialetti parlati lungo la via Emilia – ha concluso l'assessore alla cultura Carlo Verona – sono stati nel tempo un grande strumento di coesione pur variando da zona  a zona. Sono sicuro che è fondamentale diffondere il dialetto e vedo con piacere che in molte scuole lo si insegna perchè una lingua viva, ancora culturalmente molto attiva e lo dicono la letteratura romagnola ed in particolare i poeti dialettali, non può scomparire ”.

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