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Un patto per la movida, "Steward dei locali e più forze dell'ordine, 'educare' serve più delle multe"

Un comitato di 30 gestori si è incontrato con l'amministrazione comunale per trovare un accordo che possa riportare serenità ai cittadini

Dopo le multe e le tensioni createsi lo scorso fine settimana nel centro di Cesena per una movida fuori dai locali troppo poco distanziata, un comitato di 30 gestori si è incontrato con l'amministrazione comunale per trovare un accordo che possa riportare serenità ai cittadini, eviti il rischio di una nuova chiusura e permetta ai locali di lavorare con tranquillità.

"Noi, da ieri sera, come promesso all'amministrazione comunale, abbiamo chiuso alle 24 - spiega Nicola gestore sia dell'Osteria Cené che del Chiosco Savelli, nonché rappresentante del comitato - e loro, in cambio, ci hanno garantito la presenza delle forze dell'ordine per fare un po' di educazione civica ai clienti meno attenti, e non multe. Quello che abbiamo voluto far capire all'amministrazione è che il nostro compito non è fare security tenendo i clienti distanti tra di loro. Il nostro compito è somministrare bevande e cibo, e se facciamo una cosa difficilmente possiamo fare l'altra, quindi ci serve aiuto. Aiuto e non punizioni. Così, oltre a chiudere a mezzanotte (che già ci costa molto) abbiamo garantito che da questo fine settimana all'esterno dei locali sarà operativo una specie di servizio d'ordine pagato da noi commercianti e composto da 4 o 6 steward. I ragazzi ci aiuteranno a far mantenere le distanze ai clienti che, magari, non hanno posto a sedere ma vogliono comunque intrattenersi a parlare all'esterno bevendo qualcosa. L'amministrazione, in cambio, ci ha garantito la presenza delle forze dell'ordine per aiutarci in questa difficile impresa".

I gestori del locali, all'inizio un po' titubanti sull'afflusso dei clienti per la paura del Covid, si sono resi conto, invece, che la voglia di uscire dei cesenati è molto maggiore di quanto si potesse immaginare. "C'è voglia di vivere Cesena - continua Nicola - di ritrovarsi, di stare insieme. Al Chiosco Savelli c'è un sacco di spazio e il distanziamento sociale tra i clienti è molto più semplice da imporre e da mantenere. Anzi direi che viene quasi naturale. L'altra sera è venuta la Finanza a fare un controllo al Chiosco e ci ha fatto i complimenti. Nei locali del centro storico, invece, è più difficile mantenere il distanziamento sociale. Noi, come Cené, ci siamo dati la regola di servire prima la gente al tavolo e, per questo, ringraziamo il Comune di averci dato la possibilità di allargarci coi tavoli, poi, però non possiamo mandar via chi ci chiede da bere e si mette fuori in piedi. Così abbiamo pensato di servire bevande in materiale biodecompostabile e non in vetro per evitare responsabilità se qualcuno si fa male o lascia materiale a terra, e poi, insieme agli altri locali, di farci aiutare da una security per invitare i clienti in piedi a stare distanti e a comportarsi con educazione. Speriamo che sia la ricetta giusta". 

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