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Domenica, 16 Giugno 2024
Cronaca

Un 'panettone romagnolo' con lo sciroppo d'uva come quello delle azdore, il gelatiere continua a sperimentare

Dopo il gelato all'acqua di mare della Riviera adriatica, Roberto Leoni, esploratore della tradizione, prosegue la sua ricerca culinaria in tema romagnolo

Dopo il gelato all'acqua di mare della Riviera adriatica, Roberto Leoni, esploratore della tradizione, prosegue la sua ricerca culinaria in tema romagnolo. Dal forno della Gelateria Leoni di via Savio in questi giorni è stato sfornato il primo panettone romagnolo, quello che riporta sulle tavole imbandite a festa il sapore di buono, l'odore delle torte appena uscite dalla cucina della nonna. Il nome, "il Sabattone" già racconta la sua storia. 

E' un panettone realizzato con la saba romagnola, uno sciroppo concentrato d'uva che si ottiene dal mosto (uva non ancora fermentata) cotto per ore. Molti forse non sanno che le azdore romagnole cuocevano il mosto in un paiolo di rame insieme ad alcune noci intere per non farlo attaccare al fondo del recipiente. Una volta fatto lo imbottigliavano e lo usavano durante l'anno sia per condire i dolci casalinghi sia per dare più sapore a piatti poveri o per intingervi la piadina. Roberto Leoni, legatissimo alle tradizioni e alle storie del nostro territorio, con l'uva del suo vigneto ha prodotto la saba romagnola come la faceva sua nonna e ha pensato di metterla dentro al panettone al posto dello zucchero.

"E' da un anno che ci pensavo, praticamente dallo scorso Natale e quest'anno finalmente sono riuscito a realizzarlo - spiega Roberto Leoni -  All'impasto togliamo zucchero e miele e aggiungiamo lo sciroppo di saba che, ricco di fruttosio, dona dolcezza, freschezza e dà una colorazione particolare alla pasta madre. Poi l'abbiamo arricchito di noci romagnole perché la parte croccante è molto importante nel panettone. Il Sabattone viene venduto con la bottiglietta di saba che va aggiunta nel piatto. Da quanto è buono mia figlia, ieri, ha fatto la scarpetta. A me rende molto felice dare nuova vita ai prodotti delle nostre tradizioni perché i sapori come gli odori sono veicoli importanti di ricordi, di sensazioni belle. La tavola già di per sé unisce, se poi mangiamo anche qualcosa che ci riporta alla mente un sapore già conosciuto abbiamo fatto bingo, anzi Natale. Un gran bel Natale". 

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