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Un muro che unisce... progetto per far incontrare bambini e richiedenti asilo

Un muro... che unisce. Un muro può dividere un luogo da un altro luogo, uno spazio da un altro. Ebbene, in alcuni casi un muro può anche unire

Un muro... che unisce. Un muro può dividere un luogo da un altro luogo, uno spazio da un altro. Ebbene, in alcuni casi un muro può anche unire. E’ il caso della scuola primaria di San Vittore, plesso del 2° Circolo di Cesena, con dirigente Stefania Rossi. Già dall'anno scorso, l’attuale classe 5° ha intrapreso un progetto di accoglienza e integrazione dei richiedenti asilo residenti nel paese, accolti nel CAS (Centro Accoglienza Straordinaria) della Confraternita delle Misericordie della Valle del Savio. Con la pronta disponibilità del suo presidente Israel De Vito che non ha fatto mancare il suo aiuto nell’acquisto del materiale, i ragazzi del centro si sono periodicamente incontrati coi bambini per attività di conoscenza, di lavoro al traforo, di costruzione di mosaici ed infine con un laboratorio di narrazione reciproca di storie tipiche della tradizione italiana e africana.

E’ nata così l’idea di fare tesoro di questo scambio per scrivere in inglese la storia africana della tartaruga e del suo carapace e in italiano quella della volpe e della cicogna. Grazie anche al progetto “Sbuco passotto”, percorso didattico gratuito del CEAS del Comune, in collaborazione con l' esperta Nadia Fellini della Coop. Controvento, si è giunti all’idea di abbellire un muro nel cortile della scuola per lavorare insieme, per aiutarsi attivamente, per dire che si può creare un mondo migliore partendo da piccole cose. L’aiuto dei genitori nella pulizia dell’imbiancatura ha creato la base per la realizzazione di un murales che rapppresentasse le due storie. Due storie, due mondi apparentemente così lontani, ma in realtà così vicini, uniti da un variopinto arcobaleno. Mani bianche, mani scure per raccontare i destini dell’uomo. L’animatore dei richiedenti asilo, Paolo Bruzzi, ha ben contribuito alla bozza del murales che ora è lì, coi suoi vivaci colori. Non potevano mancare tanti fiori, le impronte di tutti i 147 alunni della scuola a riempire il prato con le tinte della loro allegria. Un’esperienza impegnativa, ma entusiasmante che ha gettato bei semi di solidarietà, dialogo e amicizia che piccoli e grandi ricorderanno.

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