Un marchio per gli hotel che servono "vera" cucina romagnola

Molti Hotel mettono in evidenza la tradizione della nostra cucina, ma questo non li distingue più di tanto, anzi crea una situazione di omologazione verso il cliente

Un decalogo per la cucina Romagnola da distribuire agli hotel in riviera, per valorizzare la tradizionale cucina romagnola per il mondo alberghiero, ma anche per segnalare come una sorta di marchio di garanzia gli hotel che danno da mangiare ai loro ospiti 'vero romagnolo'. “Cesenatico Bellavita” e “Casa Artusi” realizzeranno il primo disciplinare della cucina romagnola che ogni Hotel potrà “spendere” nella propria comunicazione.

“Questo decalogo sarà una garanzia per i clienti” dice Giuseppe Ricci, presidente di Cesenatico Bellavita. “Il cibo è il tema del momento. Sempre più clienti sono alla ricerca di qualità, sempre più la ristorazione  è al centro del dibattito sociale grazie alla visibilità sui mass media, pensiamo ai vari Master Chef e alla forte connotazione presente sul mondo dei social; solo Instagram ha 13 milioni di foto a tema. Anche il sapere (e non solo il sapore) sono i presupposti per una ristorazione di qualità: i turisti e i consumatori vogliono conoscere da dove arriva il cibo, qual è la filiera, quali sono le ricette e le storie intorno ai prodotti”.

Il progetto, con base a Cesenatico e inizio il 28 di febbraio con cadenze periodiche per tutto il mese di marzo, ha come obiettivo quello di promuovere le tradizioni enogastronomiche romagnole, nel rispetto della tipicità regionale e della stagionalità delle produzioni, valorizzando la ristorazione di qualità. Tutto questo puntando, in modo particolare, sulle nostre straordinarie materie prime, sulle produzioni agroalimentari e artigianali tipiche del territorio e a km zero.

Molti Hotel mettono in evidenza la tradizione della nostra cucina, ma questo non li distingue più di tanto, anzi crea una situazione di omologazione verso il cliente finale perché è un enuciato ormai scontato e privo di contenuti caratterizzanti. Invece, continua la nota, “il Consorzio Cesenatico Bellavita ha deciso di concentrare la propria attenzione sul cibo e sul gusto per trovare gli elementi che possano differenziare la propria offerta e per rafforzare la propria identità, ma anche per avere cose concrete su cui costruire il racconto nei siti personali e nella comunicazione più in generale. Va anche detto che il cibo, il territorio, i prodotti IGP, DOP (44 in Emilia Romagna), costituiscono, sempre di più, la motivazione alla scelta di una vacanza (non solo mare). E' un tema di grande appeal. Il proposito è quello di trasformare l'enunciato "cucina romagnola" in una esperienza più ricca di contenuti e quindi distintiva e unica”.

L’accordo prevede un percorso di formazione di alta qualità nella sede di Casa Artusi di Forlimpopoli: “alla scoperta del bello e del buono della Romagna con Pellegrino Artusi”. Il tema è quello della enogastronomia, dei prodotti del territorio e della filiera corta, oltre alla cucina artusiana. L’obiettivo finale  è quello di realizzare "un disciplinare della cucina  romagnola". “Questo  decalogo -  dice Giuseppe Ricci presidente di Cesenatico Bellavita - è la promessa che il Consorzio vuole fare ai propri clienti e sarà divulgato nella strategia digitale del gruppo. Oltre a questo ogni Hotel riceverà un kit di informazione che potrà utilizzare nella propria comunicazione.”  Le giornate sono rivolte ai titolari, ai direttori e non ai cuochi proprio per formare i formatori. Il programma prevede lezioni frontali condotte dai docenti di Casa Artusi ma anche visite a cantine e a produttori eccellenti della Romagna.

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