Cronaca

Un libro sul "tesoro" della Badia, tutto pronto per la tradizionale festa

"Simbolo della Badia è senz’altro il bassorilievo incastonato ora nell’altare maggiore della Cattedrale di Sarsina, fino al 1965 infisso sulla facciata della Badia"

Con grande gioia l’Associazione “Amici della Badia” insieme al Comune di Sarsina proprietario del sito, invitano tutti a Montalto domenica 27 settembre. Si terrà la tradizionale giornata di festa, quest’anno arricchita dalla presentazione del volume “La Badia di Montalto” e il territorio circostante. Ha curato il lavoro e preparato la parte storica don Daniele Bosi. L’autore ha descritto accuratamente il “tesoro” della Badia, cioè tanti marmi romani, suppellettili che appartenevano alla chiesa e che sono stati trasferiti altrove, oltre anche a ciò che è stato rubato. “Una sera – racconta don Daniele – ero nel mio ufficio a Villachiaviche che, dopo gli impegni parrocchiali, guardavo la foto del 1963 di uno splendido capitello che si trovava, abbandonato, fuori dalla chiesa. Volevo capire dove fosse finito. Incaricato di Curia era in quegli anni Don Mino Bernabini che guarda caso era anche parroco di Badia. Ma era morto nel 1995, io avevo appena 10 anni e non avevo avuto modo di apprendere notizie purtroppo andate perdute. Mi misi a confrontare le foto di tutti i capitelli della zona. Il sonno non mi arrestava: anche un vicino che era fuori con il cane vedendo la luce venne a vedere se c’erano problemi. Non nego la gioia che provai, erano le 3 di notte, quando ritrovai il bellissimo capitello del VI secolo: era ed è sul “Murello” a Sarsina! Nessuno lo sapeva, da nessuna parte era scritto. Così ho cercato di ricostruire la storia, grazie anche all’aiuto delle schede della Sovrintendenza che il grande dott. Antonio Corbara predispose nel 1963, due anni prima dell’abbandono della chiesa”. 

"Simbolo della Badia è senz’altro il bassorilievo incastonato ora nell’altare maggiore della Cattedrale di Sarsina, fino al 1965 infisso sulla facciata della Badia. Poi sono state raccolte testimonianze che ricostruiscono la memoria di come era la vita lassù, con i ricordi delle persone che, nate lì, si sono trasferiti cercando vita migliore. Non possiamo dimenticare le nostre radici; ci portiamo dentro il luogo dove siamo nati ed è come se non fossimo mai partiti da lì. Foto a colori o bianco e nero ci aiutano a rivedere l’edificio sacro e a rivivere attimi di vita, specialmente contadina, di quei tempi. Immagini inedite, ripescate dai cassetti delle varie famiglie che hanno messo a disposizione, raccontano la vita in questo libro. A Badia, domenica, vogliamo incontrarci: in un clima paradisiaco, vogliamo vivere la fede con la messa alle 11; vogliamo vivere la fraternità con la maccheronata alle ore 13 aperta a tutti con la condivisione di ciò che ognuno avrà portato; alle 14.30 la presentazione del libro con l’illustrazione di don Daniele e poi si lascerà la parola a chiunque vorrà intervenire per ricordi, letture, canti e testimonianze. Tutto si svolgerà nel rispetto delle norme di distanziamento con l’uso di mascherine che i presenti dovranno avere. Con questo libro l’associazione ha voluto salvare la storia di questi luoghi, oltre a Badia anche la valle di Careste, con Mangano e Ruscello, interpellando i superstiti e coinvolgendo nuove persone che, anche se provenienti dal cesenate senza radici sul luogo, si sono innamorate del sito e vi portano il loro contributo. Uno sguardo dietro di noi per motivare il presente e migliorare il futuro, per capire chi siamo e come siamo giunti fin qui.  Il libro è disponibile presso l'Edicola in Piazza a Sarsina; poi verrà distribuito ad altri punti".

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